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“Il Business del Vino tra l’Italia e l’USA”, 10 febbraio 2005 (As presented by: U.S. Consul for Political and Economic Affairs Kirk
Ressler) Buongiorno a tutti, desidero per prima cosa ringraziare l’American Chamber of Commerce per avermi invitato oggi a questo convegno. Desidero esprimere i miei ringraziamenti in particolare all’avvocato Stefano Dindo, per aver organizzato un convegno su un tema cosi importante come quello sui vari aspetti collegati al business del vino. Sono qui in veste di rappresentante diplomatico del Governo Americano e precisamente del Consolato Americano di Milano al posto del Console Generale, la Sig.ra Deborah Graze, la quale si scusa per non poter essere presente oggi a Verona, perche’ impegnata altrove, e porge i suoi saluti a Voi tutti. L’Italia e’ sempre stato un centro importante per la produzione vinicola da molti secoli. Tuttora produce i migliori vini nel mondo. Per contro, gli Stati Uniti sono nuovi per questo tipo di industria. Noi abbiamo imparato molto dai grandi produttori italiani. Ed infatti la produzione e commercio di vino negli Stati Uniti sta avendo un impatto sui produttori storici di vino qui in Europa. Tutto cio’ non e’ che un aspetto della globalizzazione, lo sviluppo dei mercati mondiali e dei sistemi mondiali di produzione. All’ inizio sono stati i produttori italiani a vendere il vino negli Stati Uniti. Oggi sono gli stessi produttori italiani ad investire negli Stati Uniti, piantando dei vigneti e vendendo il vino sul mercato americano. Allo stesso tempo i produttori americani incominciano ad esportare i loro vini in Italia, fanno investimenti aquistando vigneti destinati alla produzione di vino. Vediamo quindi riprodotto qui lo stesso modello industriale che si applica ad altri settori industriali. Tuttavia questo modello di globalizzazione della industria vinicola si differenzia dalle altre industrie. In questo caso, uno dei punti di forza che sta dietro la globalizzazione e’ il successo dei vini tipici di qualita’. La maggior parte dei vini italiani esportati in America vengono acquistati da americani che cercano vini di altissima qualita’, che sono prodotti solo in Italia. Di conseguenza gli investimenti in Italia da parte dei produttori americani non sono effettuati per trovare manodopera a basso costo, ma sono finalizzati alla produzione di vino di alta qualita’ in Italia. La globalizzazione in questo caso rappresenta un punto di forza per la tutela e la conservazione dei prodotti tipici italiani. E’ significativo dal punto di vista storico notare che un importante legame tra i vigneti negli Stati Uniti e quelli in Italia esisteva gia’ nel diciannovesimo secolo. Alla fine del secolo i vigneti in Europa ed anche in Italia hanno sofferto a causa di una diminuita produzione. La causa era dovuta ad un insetto proveniente dagli Stati Uniti che si chiama filossera. Questo insetto e’ giunto probabilmente in Europa con vitigni che arrivavano dal Nuovo Mondo. La soluzione fu quella di trovare dei vitigni negli Stati Uniti che fossero resistenti alla filossera ed utilizzarli per gli innesti con vitigni piu’ vecchi che si trovavano in Europa. In questo modo l’America ha dato un primo contributo alla viticoltura in Italia. Ho esaminato i dati relativi allo scambio commerciale per il vino tra i due paesi. Tutti dati che voi conoscete benissimo. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti nel 2003 ammontano a seicento volte la quantita’ ed il valore delle esportazioni di vino americano verso l’Italia. E nel 2003 gli StatiUniti sono stati il primo mercato per le esportazioni di vini italiani. Il primo mercato in termini di valore e qualita’ anche se non il primo in termini di volume. E cio’ si spiega nel fatto che gli americani apprezzano i vini italiani unici per l’alta qualita’. Spero che il livello di cambio tra dollaro e euro continuera’ a permettere agli americani di godere questi grandi vini. Naturalmente, di fronte ad una domanda crescente di vini italiani, ci sono molte domande su come esportare vini in America e su come i produttori di vino italiani possono salvaguardare il valore del loro prodotto. Per questo motivo, abbiamo oggi con noi due esperti della commercializzazione del vino, La Sig.ra Lashley-Johnson, dell’Ufficio Marchi e Brevetti, la Sig.ra Perky Ramroth, dell’Alcohol and Tobacco Trade Bureau. Ringrazio per averci invitato qui e per la generosa ospitalita’. Noi al Consolato Generale di Milano siamo a disposizione per collaborare in futuro con Voi. |