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orrei ringraziare l’Aspen Institute Italia per la possibilità che mi ha accordato di parlare ad un così illustre gruppo di personalità. L’Aspen Institute per più di venti anni ha svolto una funzione di vitale importanza in Italia, portando insieme i più alti livelli del mondo degli affari, della politica e della cultura per discutere delle sfide che si ergono di fronte alle nostre società. Io spero che il nostro dialogo durante questi due giorni di colloqui ci aiuterà a capirci meglio, ed a capire meglio le circostanze nelle quali ci troviamo tutti, collettivamente.
Mi è stato chiesto dagli organizzatori di questa due giorni di parlare di Europa vista dall’America. Vorrei affrontare il discorso concentrandomi su due temi principali. Come prima cosa, analizzerò i valori condivisi che sono alla base del rapporto transatlantico. In seconda istanza, esaminerò le preoccupazioni sulla probabile scissione tra i nostri due continenti, e chiederò se per caso alcune fra le varie dispute che sono intercorse tra gli Stati Uniti e l’Europa in questi ultimi anni non siano in realtà riflesso di una crescente“spaccatura dei valori”tra gli USA e l’Europa. Valori condivisi L’importanza dei rapporti transatlantici nasce dal fatto che gli Stati Uniti e l’Europa condividono gli stessi valori. I nostri comuni legami culturali, la nostra storia comune, i nostri sistemi comuni di governance democratica e di economie di mercato hanno creato un legame molto più forte di quanto non sia quello che ci unisce attraverso la collaborazione tra i nostri vari governi del momento. La mia storia personale è testimonianza viva di questo. L’Europa e gli Stati Uniti hanno forse più in comune di qualsiasi altre due regioni al mondo. Al cuore dei nostri valori si trovano la democrazia, un forte impegno che valorizza l’importanza di ogni individuo, il rispetto dei diritti umani, lo stato di diritto, la tolleranza ed il riconoscimento delle diversità. Le due sponde dell’Atlantico condividono inoltre il convincimento del ruolo positivo che hanno il libero mercato e la concorrenza tra i mercati nel migliorare la vita dei nostri concittadini e anche quella di altri in tutto il mondo. Più che solo valori condivisi: azione comune Ma la forza del nostro rapporto si basa, e deve basarsi, su molto di più di una semplice condivisione dei valori. Non sono i nostri valori che rendono il rapporto transatlantico così importante. Il nostro rapporto è importante perché da questi valori condivisi ne derivano obiettivi comuni ed anche perché noi abbiamo le capacità per raggiungere questi obiettivi. Il punto focale del rapporto transatlantico nel ventesimo secolo era l’Europa. Durante tutta la durata di due guerre mondiali e durante la guerra fredda, l’Europa e gli Stati Uniti hanno lottato per tenere viva la fiamma della democrazia nel continente europeo. Dalla fine della guerra fredda e mentre ci avviciniamo all’obiettivo di creare un’Europa“ricongiunta, libera ed in pace”, il punto focale del rapporto transatlantico deve spostarsi fuori dall’Europa. Dobbiamo continuare ad andare avanti verso obiettivi comuni. E lo facciamo. L’Unione Europea e la NATO hanno spostato il perimetro della democrazia fino ad includere quei Paesi che prima erano stati schiavizzati dal comunismo. Ci sono altri Paesi che ora aspettano dietro le quinte e ai quali la promessa di unirsi un giorno alla comunità euro-Atlantica li ha spinti ad intraprendere riforme sociali, democratiche ed economiche ad ampissimo spettro. Nei Balcani, soldati americani ed europei sono impegnati per portare stabilità e fermare la violenza. Essi vengono ora rimpiazzati con sempre maggior frequenza da professionisti provenienti dalle due sponde dell’Atlantico che si stanno assumendo il compito molto impegnativo di creare un insieme di nuove società nell’Europa del sud-est. Noto con orgoglio e riconoscenza che l’Italia si è assunta la leadership in questo sforzo, contribuendo ai programmi della comunità internazionale in Bosnia, Kossovo e Macedonia con un numero assai rilevante di personale militare, forze di polizia e progetti di ricostruzione. In Africa, siamo impegnati fianco a fianco nell’affrontare crisi umanitarie, combattere malattie che devastano il continente e appoggiare coloro che chiedono democrazia e libertà. Per due generazioni, dal Kennedy Round negoziale degli anni sessanta al Doha Round di oggi, gli Stati Uniti e l’Europa sono stati in prima linea nel loro impegno a smantellare le barriere al libero commercio. Continuiamo a trovare vie e modi per portare avanti l’azione transatlantica mentre lavoriamo per appoggiare chi in Medio Oriente chiede riforme economiche, politiche e sociali. In Iraq, la maggior parte dei Paesi europei ha lasciato indietro divergenze e dissapori con gli Stati Uniti e si è unita a noi nello sforzo verso la ricostruzione della società irachena, per il bene sia della popolazione irachena che di tutta la regione. Anche qui, mi preme sottolineare come l’Italia abbia assunto un ruolo di leadership nell’aiutare gli iracheni ad uscire dalle condizioni in cui sono caduti durante anni di regime repressivo. E sempre più spesso volgiamo la nostra attenzione alle nuove minacce ai nostri valori fondamentali, minacce che ci vengono dal terrorismo, dalla criminalità organizzata e dalla diffusione di armi di distruzione di massa. NATO: il legame forte tra i nostri due continenti Il legame strategico tra gli Stati Uniti e l’Europa è la NATO. La NATO è l’alleanza militare che più ha avuto successo nella storia di tutti i tempi ed è l’unico legame formale che unisce le nostre due società. Al contrario dell’ONU, la NATO è composta solamente da Paesi democratici. Al contrario dell’Unione Europea, il meccanismo decisionale della NATO include gli Stati Uniti. Al contrario di qualsiasi altra organizzazione esistente al mondo, la NATO ha una capacità militare robusta e flessibile che può essere proiettata fuori area. Questa capacità è stata usata nelle operazioni di peace-keeping, peace-making e umanitarie, incluse anche quelle relative agli aiuti di emergenza per le vittime dell’Uragano Katrina e del terremoto in Pakistan. È di vitale importanza che i leaders europei riconoscano nella NATO il luogo dove gli USA e l’Europa continueranno a tenere il loro dialogo strategico e che riconoscano che la NATO continuerà ad essere il legame strategico primario del nostro rapporto. Anche il rapporto tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea è fondamentale. Gli sforzi dell’Europa per allargare l’Unione Europea hanno incentivato enormemente le democrazie emergenti, spingendole ad attenersi agli standard internazionali in materia di diritti umani, civili ed economici. La nostra speranza è che l’Unione Europea continui ad avere un ruolo sul teatro globale e che non venga distratta da questioni interne. Legami economici: una forte forza stabilizzatrice Di fondamentale importanza al nostro rapporto è anche il rapporto di scambi ed investimenti USA/Europa che ammonta alla cifra assai significativa di due mila miliardi di dollari, la somma più alta in assoluto per questo tipo di rapporto in tutto il mondo.
Dobbiamo continuare a rafforzare la nostra collaborazione nelle nostre rispettive strutture regolatrici. È molto tempo ormai che abbiamo la consapevolezza di abitare in un mondo globalizzato del commercio e della finanza, ma dobbiamo anche capire che le nostre regole hanno un impatto che va ben oltre le nostre rispettive frontiere. Gli Stati Uniti e l’Europa sono al centro dei rapporti commerciali globali. Il commercio transatlantico conta per più di un terzo del commercio globale. Bisognerebbe continuare a lavorare per ridurre le barriere commerciali e regolatrici che ostacolano la libera circolazione dei beni e dei servizi tra le nostre economie. Se gli Stati Uniti e l’Europa hanno delle economie forti ed aperte, queste aiutano non solo i nostri connazionali, ma anche quelli dei paesi in via di sviluppo. È anche per questo che ci stiamo adoperando molto insieme all’Unione Europea e ad altri Paesi per il successo dell’Agenda Sviluppo di Doha. Questo rapporto importantissimo di scambi ed investimenti si è dimostrato essere uno stabilizzatore nel nostro rapporto generale durante gli ultimi anni, nonostante le tensioni sull’Iraq, su Kyoto e sul Tribunale Penale Internazionale. Valori condivisi ma approcci diversi Stiamo mettendo la nostra comunità di valori condivisi al servizio del nostro bene comune, e anche al servizio del bene di altri in questo pianeta. Non sempre, però, l’avere valori comuni ed interessi comuni vuol dire essere d’accordo su come è meglio mettere in pratica le nostre visioni globali. Vuole invece dire che abbiamo delle strutture in comune dove parliamo – e dove qualche volta dissentiamo. Ma la cosa importante è lavorare insieme perché il nostro dialogo avvenga in un’atmosfera di tolleranza nelle diversità, reciproco rispetto, e riconoscimento per il valore di ciò che abbiamo in comune. Allo stesso tempo, laddove gli Stati Uniti e l’Europa hanno politiche diverse, io non vedo automaticamente l’esistenza di valori diversi, ma penso invece a modi diversi di portare avanti i nostri valori condivisi. Dobbiamo ricordarci che le nostre divergenze sono solo una piccola parte di un rapporto che funziona superlativamente bene. Esiste una“spaccatura dei valori”? Detto questo, continua a crescere il numero di coloro che sostengono che gli Stati Uniti e l’Europa si stanno allontanando proprio a causa di una crescente“spaccatura dei valori”. Questo è un punto importante di discussione che bisognerebbe esaminare più da vicino. È ovvio che, nonostante tutto quello che ci unisce, ci sono anche delle differenze tra gli americani e gli europei. Gli americani guardano al rapporto Europa-USA sempre con molta attenzione. Vale la pena esaminare quale ruolo abbiano le nostre percezioni sui nostri rapporti con l’Europa in questo momento: Il ruolo degli Stati Uniti nel mondo Gli americani sono preoccupati dell’antagonismo verso gli Stati Uniti e del crescente anti-americanismo non solo in Europa, ma anche in altre parti del mondo. Non capiamo perché ciò avvenga e ci spaventa. Dopo essere stati accolti dagli europei durante la Guerra Fredda come un aiuto prezioso per aiutarli a disseminare la democrazia, veniamo ora criticati perché manteniamo questo stesso nostro spirito nel ventunesimo secolo. Durante il suo secondo discorso inaugurale, il Presidente Bush ha accennato a quella che ora viene chiamata l’Agenda della Libertà. Come lui disse,“la migliore speranza per la pace nel nostro mondo è la diffusione della libertà in tutto il mondo.”Molti hanno interpretato questo come l’articolazione dell’egemonia americana nel mondo, ma per la maggioranza degli americani, queste parole esprimono semplicemente una costante della politica estera statunitense dai tempi di Woodrow Wilson. Gli americani si interrogano sul fatto che molti Paesi Europei non sentono tanto quanto noi il dovere per le nazioni sviluppate e democratiche di aiutare coloro meno fortunati che non sono nati in Paesi dove possono esprimere il loro libero arbitrio democraticamente. Dobbiamo continuare a trovare il modo per lavorare insieme e superare queste false percezioni; spero che lo faremo. Lo spirito d’impresa Anche se corro il rischio di dire un’ovvietà sul mio Paese, gli Stati Uniti sono una società energica, pluralista, e multi-etnica che ri-inventa se stessa in continuazione. È un magnete per i“giovani e gli irrequieti”, e abbiamo una lunga tradizione di accoglienza verso gli intraprendenti e gli avventurosi provenienti da tutte le parti del mondo – inclusa l’Europa. Anche l’Europa è una società pluralista e multi-etnica, ma dal nostro punto di vista è una società che – per mantenere un più alto livello di stabilità sociale – pone più restrizioni economiche di noi sugli intraprendenti e su coloro che vogliono iniziare un’avventura economica. Questa differenza si manifesta in vari modi. Per esempio, gli europei sembrano essere favorevoli a meccanismi regolatori – come per esempio meno giornate lavorative o giornate più corte, oppure meccanismi di supporto sociale – che, secondo gli americani, soffocano invece la libertà imprenditoriale. Accettazione del rischio Per gli americani, l’Europa a volte è poco disposta ad accettare il rischio. Gli americani sono più pronti ad accettare rischi nella vita di tutti i giorni. Si capiscono perciò quelle dispute su alcune questioni tipo la flessibilità del lavoro. Oggi, un laureato negli Stati Uniti si aspetta di lavorare per vari datori di lavoro. I giovani negli Stati Uniti sono sicuri di avere sempre un impiego, solo che pensano che non lavoreranno sempre per lo stesso datore di lavoro. Questa flessibilità del lavoro viene agevolata con sistemi di polizze pensionistiche integrative“portabili”, che consentono il trasferimento di risorse tra diversi fondi di investimento. Viene anche agevolata con la possibilità di ottenere compensazioni a seguito di piani di incentivazione azionaria (stock options) dove esiste l’equità del rischio. Queste formule permettono a giovani e brillanti lavoratori di guadagnarsi del capitale di lavoro (sweat equity) nell’azienda che darà loro la possibilità di avere un assegno mensile molto corposo in un futuro. Se però le stock options non dovessero emergere e non dovessero dare degli utili, i giovani avranno comunque ricavato da quell’esperienza di lavoro qualifiche molto ben spendibili per un prossimo impiego. La sfida è nel distanziarsi da questa differenza dei valori per trovare invece una soluzione pratica. Secondo me, per fare questo dovremmo basarci su un altro nostro valore transatlantico condiviso, e cioè, la nostra fede nella scienza. Io credo che, se riuscissimo ad adottare un approccio comune – cioè essere d’accordo che le regole si basino su valide prove scientifiche – allora penso che potremmo fare passi in avanti. L’accettazione del cambiamento Un tema collegato all’accettazione del rischio è l’accettazione del cambiamento, che, dal punto di vista degli americani, gli europei sembrano essere poco disposti ad accettare. Gli americani sono più a proprio agio con l’incertezza e pongono meno rilevanza sulla sicurezza del lavoro e sulle reti di sicurezza sociali, salvo per i più poveri. Noi americani siamo un popolo ad alta mobilità. Ci spostiamo in continuazione sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo e le possibilità di cambiare lavoro sono molto più alte da noi che da voi. Tutte queste situazioni sono degli esempi dove non necessariamente la differenza dei valori crea tensioni transatlantiche. Ma possono anche spiegare perché i Paesi europei non hanno avuto lo stesso successo degli Stati Uniti nel trasformare le loro economie e nel raggiungere gli obiettivi ambiziosi che si erano preposti a Lisbona. Confidare nella tecnologia Guardando la nostra e la vostra Storia, io credo che gli americani sono più aperti degli europei nel credere a soluzioni tecnologiche per risolvere i vari problemi che si pongono. Secondo me, questo spiega la riluttanza degli Stati Uniti di soffocare l’attuale crescita economica a favore di un regime ambientale quale quello del Protocollo di Kyoto. Noi preferiamo invece intraprendere misure prudenti per ridurre le emissioni dei gas serra, e allo stesso tempo impegnarci per sviluppare nuove tecnologie, come per esempio la forza idrogeno, che darà alle nostre popolazioni un crescente benessere e allo stesso tempo proteggerà il nostro pianeta. Qui vorrei sottolineare una cosa abbastanza ironica: mentre penso che gli americani siano in generale più aperti al rischio ed alle soluzioni tecnologiche, gli europei, per contro, sono più disposti ad accettare i rischi – ed hanno più fede – nella tecnologia dell’energia nucleare. Anche questo può farci capire meglio il disaccordo tra le due sponde dell’Atlantico sul Protocollo di Kyoto, perché l’Europa può pensare di raggiungere gli obiettivi di Kyoto solo per il fatto che fa molto affidamento sul nucleare. Le percezioni della minaccia Anche se non si tratta veramente di valori, le nostre diverse percezioni della minaccia, a seguito dell’11 settembre, potrebbero anch’esse essere una delle ragioni per la crescente distanza fra l’Europa e gli Stati Uniti. Per gli americani, gli Stati Uniti sono un paese“in guerra”contro il terrorismo. Non è solo retorica. Vuol dire che per noi questa è una battaglia a tutto campo, dove nessun sacrificio è troppo grande. Ma gli europei, anche dopo Madrid e Londra, non hanno il nostro stesso senso di urgenza. Noi ci preoccupiamo che alcuni Paesi europei non capiscano a fondo la minaccia del terrorismo internazionale ed il bisogno di affrontare il terrorismo alla sua base, nelle sue radici. Fortunatamente, però, credo che l’Italia condivida la nostra stessa preoccupazione su questo problema. Alcuni passi che abbiamo intrapreso e che a noi sembrano essere semplicemente di buon senso per proteggere dai terroristi i nostri connazionali ed il nostro commercio sono invece diventati fonte di dispute transatlantiche, come per esempio aver migliorato lo screening dei passeggeri con la registrazione dei loro dati sul Passenger Name Record, aver introdotto i passaporti digitali, oppure anche l’autorizzazione preventiva dei containers. Io non spiegherei tutto questo come una differenza dei valori, ma allo stesso tempo credo che dobbiamo occuparci di questi problemi in modo aperto e deciso se vogliamo evitare altre tensioni nel rapporto transatlantico. L’Europa e l’Unione Europea Ho usato fino ad adesso qui con voi i termini Europa e Unione Europea molte volte. Non sono intercambiabili. Non tutta l’Europa fa parte dell’Unione Europea e non sempre i Paesi più grandi dell’Unione Europea rappresentano i punti di vista di tutta l’Unione Europea. Il nostro pubblico, però non sempre riesce a capire questa differenza, che è una differenza importante. Hanno la percezione che i Paesi più grandi dell’Unione Europea parlino a nome di tutto il continente, e che qualche volta lo facciano a tutto svantaggio dei Paesi più piccoli, i quali invece non hanno le stesse idee, oppure hanno dei punti di vista assolutamente unici e meritevoli di considerazione. Questo è un punto importante che i leaders politici europei, e anche quelli del mondo degli affari e della cultura dovrebbero tenere a mente. Collaborazione USA-UE: un motore globale per la crescita ed il cambiamento Ho parlato molto oggi di alcune cose che ci dividono, perché penso sia importante capire cosa sono e sapere che non sono insormontabili. Io credo fermamente che i valori che ci uniscono sono molto più forti di qualsiasi tensione centrifuga che spinga nell’altra direzione. Quando gli Stati Uniti e l’Europa sono uniti, noi possiamo fare grandi cose. Le sfide sono molto più grandi di ognuno di noi ed è per questo che la nostra partnership è assolutamente necessaria. Coloro che si oppongono alla democrazia e allo stato di diritto qualche volta vogliono sfruttare le nostre divergenze ponendoci gli uni contro gli altri, gli USA contro l’Europa. Ma leaders consapevoli sia da una parte che dall’altra dell’Atlantico devono fare in modo che questi sforzi non abbiano successo. Gli Stati Uniti e l’Europa insieme sono un motore globale per la crescita economica. Quando lavoriamo insieme politicamente e diplomaticamente, siamo un motore globale per l’avanzamento della democrazia, dei diritti umani, per lo stato di diritto, la tolleranza, il riconoscimento delle diversità, e per la fiducia nel ruolo della competizione di mercato per migliorare le condizioni di vita dei nostri connazionali – cioè i valori che sostengono il nostro legame transatlantico. Possiamo essere partners nella lotta contro il terrorismo globale e anche nella lotta contro la povertà. Anche durante questo ultimo periodo di tensioni politiche nel rapporto transatlantico, il legame economico tra l’Europa e gli Stati Uniti, che è profondo, è stato una fonte di stabilità. Non possiamo sottovalutare i nostri legami culturali, politici ed economici. Dobbiamo rinnovarli in continuazione. La Storia ha fatto di noi degli amici. Gli scambi commerciali hanno fatto di noi dei partners. L’affrontare minacce comuni ha fatto di noi degli alleati. Sono convinto che l’Unione che sta emergendo su questo continente, legata com’è agli Stati Uniti da questi legami di Storia, scambi commerciali, amicizia, ed intenti sarà più forte e più capace di prima. Da parte nostra, continueremo ad essere dei sostenitori coerenti e risoluti di un’ Europa più forte e più integrata. Per noi questa trasformazione è la benvenuta e siamo pronti ad impegnarci insieme all’Europa per affrontare insieme il futuro. |
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