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US_Seal United States Consulate General in Milan

Il Successo del Technology Transfer negli USA

Intervento di David Bustamante
Console per Public Affairs

Trieste
19 ottobre 2006

     


www.betterworldproject.net
Technology Transfer Works:
100 Cases From Research to Realization

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E gregi ospiti, distinti relatori – sono lieto di essere presente qui oggi, per affrontare insieme a voi un tema di grande attualità: la rinnovata importanza della ricerca scientifica come motore trainante del progresso sociale e della crescita economica.

Ogni giorno leggiamo sui giornali articoli che parlano del rinnovato ruolo fondamentale che la scienza svolge come ponte tra le culture: la convergenza delle discipline, nutrendosi di apporti diversi, trasforma la scienza in un impresa internazionale.

Scienza e tecnologia – così intrinsecamente coinvolte negli affari globali – sono oggi il vero strumento di crescita e progresso del 21esimo secolo per costruire quelle che noi chiamiamo “knowledge-based societies” cioè società in cui la trasparenza delle idee e la meritocrazia che le stimola, promuovono creatività, spirito critico e rispetto reciproco dei diversi punti di vista. In esse la domanda da parte degli utenti è la vera forza motrice dell'intero sistema, come ha chiaramente spiegato pochi giorni fa il Dott. George Atkinson, Consigliere per la Scienza e la Tecnologia del Segretario di Stato Condoleeza Rice, quando ha incontrato il Sindaco di Milano, la Signora Letizia Moratti.

L'incontro di oggi è l'occasione appropriata per ricordare come il modello americano creda fortemente nella necessità di sostenere l'imprenditorialità quale elemento vitale per una crescita economica più dinamica. Gli Stati Uniti hanno sempre cercato di utilizzare le nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita e rafforzare il sistema economico. In questo ambito, la commercializzazione della ricerca – il tema che oggi verrà trattato dall'esperto americano Prof. Robert Taber, a cui dò il mio caldo benvenuto e che ringrazio per avere accettato questo invito, dipende in realtà dalla convergenza di vari fattori alla base della quale sta sicuramente l'ottima qualità della ricerca universitaria, che certo appartiene anche all'Italia. Il Prof. Taber rappresenta i rapporti tra l'universita, le aziende e il venture capital: ciò spiega la specificità di Duke University, che appartiene al cosiddetto North Carolina Research Triangle, un'area geografica con un'alta concentrazione di istituti di ricerca, aziende innovative e finanziatori di capitali di rischio.

Già nell'ottobre 2004, a Venezia, l'argomento era stato oggetto di una conferenza internazionale sponsorizzata dal Ministero Italiano delle Attività Produttive, dal Comune di Venezia, dalla Regione Veneto e dalla nostra Missione Diplomatica il cui titolo “Trasferimento Tecnologico: l'Esperienza Americana, il Caso Italia e il Futuro” dava la misura dell'attenzione crescente che l'argomento raccoglieva su entrambe le sponde dell'Atlantico. In quell'occasione si era partiti dalla presentazione dello scenario americano, incentivato dal passaggio della legge Bayh-Dole del 12 dicembre del 1980. Riconoscendo la paternità delle licenze e dei brevetti alle università che avevano prodotto la scoperta scientifica, sganciandoli dalla sfera pubblica che aveva fornito i fondi per la ricerca, questa legge ha infatti dato nuova vita all'economia americana ed è stato un nuovo propulsore per posti di lavoro sempre più qualificati. Dalla conferenza di Venezia il Consolato Generale di Milano ha costruito in tutto il distretto consolare una rete di rapporti professionali nel settore, così come stanno facendo anche altre sezioni della nostra Ambasciata, dietro diretto impulso dell'Ambasciatore Spogli, che crede fortemente nella cultura d'impresa e che prima del mandato diplomatico ha lavorato nel settore finanziario e ha fondato e amministrato in California una società di “private equity”.

L'iniziativa lanciata dall'Ambasciatore Spogli si chiama “Partnership for Growth” cioè “Alleanza per la Crescita”. Il programma si articola in quattro grandi aree di attività: la prima promuove una maggiore collaborazione tra università e impresa per rafforzare il trasferimento tecnologico e la creazione di nuove imprese. La seconda si dedica allo sviluppo degli strumenti finanziari, in particolare del mercato dei capitali di rischio. La terza ha lo scopo di ottenere una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale e industriale per incoraggiare l'innovazione. Infine il quarto pilastro si chiama BEST, e definisce modalità e programmi, e individua partners imprenditoriali, per invitare negli Stati Uniti giovani laureati italiani specializzati in materie scientifiche ed economiche e giovani managers affinchè possano direttamente osservare e analizzare le dinamiche imprenditoriali presso aziende americane ad alta crescita.

L'elemento chiave del “tech transfer” americano è la cultura imprenditoriale che si respira nei campus. Il capitale iniziale si è rivelato un fattore critico soprattutto per le “start-up universitarie”. Gli imprenditori delle università attive nel lancio delle nuove imprese hanno accesso al cosidetto “seed capital”. Non solo, le università stesse aiutano studenti e ricercatori a preparare dei piani di sviluppo e di marketing; facilitano i contatti con i venture capitalists e presentano i prodotti alla rete dei potenziali investitori. In alcune università esistono programmi come UROP (Undergraduate Research Opportunity Program) rivolto a studenti di 20 anni o ai Ph.D. in cui il giovane è accolto, ascoltato, accompagnato a brevettare un'idea e messo in contatto con una figura il cui termine è molto esplicativo – si tratta di un “business angel”! Quando non esiste il seed capital, le università stesse si uniscono al settore pubblico e privato e creano fondi ad hoc. La crescita economica che negli USA è scaturita da queste iniziative è stata straordinaria. Per esempio si stima che le imprese commerciali originate da una sola di queste università che molti di voi conosceranno, l'MIT, nel loro insieme potrebbero costituire un'intera nazione, il cui PIL si collocherebbe al 24esimo posto nella scala mondiale.

Per concludere citerò Alexis de Tocqueville quando nel 1789, durante la sua breve visita negli Stati Uniti osservava: “The Americans live in a land of wonders…the idea of newness is closely linked with that of improvement.” “Nowhere does an American see any limit placed by nature to his endeavor; in the eyes of the American something does not exist, rather it is just something that has not been tried yet.”

Grazie.

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