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residente Galan, sindaco Zanonato, Onorevole Napolitano, Ministro Loggia, architetto Libeskind, Vigili del Fuoco della Città di New York, signore e signori, gentili ospiti – a nome del popolo americano e del governo degli Stati Uniti, vorrei ringraziarvi per il memoriale in onore delle vittime del World Trade Center, nel quarto anniversario degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
Chi non verrebbe toccato dal significato profondo del memoriale alle Porte Contarine, dal frammento di una delle Torri Gemelle che esprime un così forte messaggio di memoria e speranza? Faccio i miei complimenti al progetto dell’architetto e Ambasciatore Culturale degli Stati Uniti Daniel Libeskind, e a tutti coloro che hanno permesso che esso diventasse realtà. Congratulazioni.
Ma oggi dobbiamo anche dare il giusto riconoscimento alla Regione Veneto e alla città di Padova che hanno deciso di onorare le vittime del terrorismo. Questo monumento ricorderà a tutti l’amicizia e la comunanza di valori che unisce gli abitanti di questa città e di questa regione ai cittadini degli Stati Uniti d’America. Vi prego di accettare la mia gratitudine per questo vostro gesto di sentita generosità.
Non ci sorprende che i nostri amici veneti mostrino tale solidarietà con gli Stati Uniti. Abbiamo forti relazioni commerciali e oltre mezzo milione di turisti americani passano dal Veneto ogni anno. Più di 15,000 cittadini americani hanno deciso di vivere in questa regione e per loro, nei prossimi mesi, apriremo un’agenzia consolare a Venezia. La Caserma Ederle di Vicenza ospita i nostri soldati, molti dei quali si trovano ora in Afghanistan dove, a fianco delle truppe italiane, collaborano in un’operazione della NATO con lo scopo di sviluppare il paese e assicurare che le elezioni, che si terranno esattamente tra una settimana, siano elezioni libere e giuste.
La presenza americana a Padova è forse meno evidente, ma altrettanto forte. Da tempo alcune università americane, tra le quali la mia alma mater, l’Università della California, mandano studenti in questa città. Sappiamo anche della Boston University, dell’Università di Rochester e di quella del Minnesota. Per esperienza personale, so che Padova accoglie ogni anno molti miei concittadini che vengono a rendere omaggio al vostro patrono, Sant’Antonio, protettore dei poveri e degli oppressi e per questo così amato.
La fede e la spiritualità ci hanno aiutato ad affrontare i tragici eventi di quattro anni fa. Le immagini, i suoni, la perdita dell’innocenza e il dolore non ci lasceranno mai. Ma quel giorno, iniziato nella distruzione e nella tragedia, ha segnato l’inizio di una nuova fase e ci ha fatto capire che l’intolleranza e la xenofobia possono essere combattute solo con la forza degli ideali che sorreggono la società occidentale: la libertà, la democrazia, la tolleranza e l’accettazione della diversità. Abbiamo riaffermato questi valori e isolato i violenti e gli intolleranti, fianco a fianco con il popolo e il governo italiani, con la regione Veneto e con la città di Padova.
Sono passati quattro anni e oggi, se guardiamo con attenzione, vediamo germogliare la democrazia in terre che nessuno pensava fertili. Siamo ottimisti per le prossime elezioni in Afghanistan. Gli Iracheni hanno scritto la loro costituzione e si stanno preparando a ratificarla. In seguito al ritiro di Israele da Gaza, la possibilità di un governo palestinese democratico, inimmaginabile solo un anno fa, sembra essere più vicino. Il Libano sta recuperando la propria sovranità grazie al coraggio di centinaia di migliaia di dimostranti che hanno rischiato le loro vite per chiedere il ritiro della Siria. L’Egitto ha appena avuto le sue prime elezioni presidenziali multipartitiche. Le donne hanno ottenuto il diritto di voto in Kuwait. Grazie al vostro memoriale e alla Freedom Tower – che si erigerà per 1776 piedi (misura che ricorda l’anno in cui venne firmata la nostra dichiarazione di indipendenza dalla Gran Bretagna),
vale a dire 541 metri, dove una volta sorgeva il World Trade Center – ricorderemo le vittime dell’11 settembre per sempre. Ma non potrebbe esserci un migliore tributo a queste vittime che il veder sorgere in tutto il mondo governi legittimi.
L’11 settembre 2001 non è stata la prima volta in cui l’occidente ha subìto attacchi da parte di fanatici e, tristemente, non è stata nemmeno l’ultima. Mentre ripensiamo alle vittime di New York (fra di loro 10 Italiani), Pennsylvania, e del Pentagono, vorrei ricordare le vittime italiane della guerra al terrorismo, i vostri morti in Irak e tutte le vittime degli attacchi terroristici impressi nella nostra memoria collettiva: Madrid, Beslan, Sharm al Sheik, Bali, e, più di recente, Londra. Il monumento che dedichiamo oggi, giustamente chiamato Memoria e Luce, ci invita a ricordare tutte queste vittime e a illuminare il cammino verso un mondo migliore.
Due settimane fa il mio paese è stato nuovamente attaccato, questa volta dalla forza della natura. L’uragano Katrina ha distrutto una vasta area lungo la Costa del Golfo del Messico, che comprende gli stati di Louisiana, Mississippi e Alabama, e ha portato distruzione nella grande città di New Orleans. Mentre stavamo ancora soffrendo per le devastazioni causate da questo spaventoso uragano, l’Italia e il mondo intero stavano già organizzando gli aiuti per le nostre vittime. Un jet italiano è stato fra i primi ad arrivare nell’area colpita, fornendo generatori, pompe idrauliche, sistemi di depurazione dell’acqua, materiale sanitario. Ad oggi, circa 105 paesi e 11 organizzazioni internazionali si sono adoperati per mandare aiuti, inclusi i nostri alleati della NATO e le molte nazioni che hanno conosciuto in modo diretto la solidarietà degli Stati Uniti quando loro hanno avuto bisogno: Sri Lanka, Armenia, Azerbaijan ed Ecuador. Cittadini privati da tutto il mondo hanno inviato le loro generose donazioni alla Croce Rossa a sostegno della popolazione di questa regione, che probabilmente non potrà tornare a lavorare per un anno o forse più. Insieme, il mondo ricostruirà New Orleans e la Costa del Golfo del Messico.
Stiamo svolgendo insieme un lavoro che non è ancora terminato. Qui a Padova ci siamo radunati per commemorare più di tremila innocenti di 90 diverse nazionalità, che hanno perso la vita l’11 settembre 2001. Il nostro ricordo perenne e la nostra instancabile determinazione, la nostra fede nella democrazia e il nostro impegno per la tolleranza, il nostro credo in Dio e la nostra solidarietà verso gli uomini e le donne di tutto il mondo, legano gli Stati Uniti all’Europa e costituiscono una grande forza per la costruzione di un mondo migliore. Insieme lavoreremo per vedere il giorno in cui i richiami dei terroristi cadranno nel vuoto, i loro finanziamenti si esauriranno, e le loro reclute li abbandoneranno per avvalersi delle opportunità messe loro a disposizione da chi preferisce costruire anzichè distruggere.
Oggi, con umiltà e gratitudine, e in rappresentanza del popolo degli Stati Uniti, sono qui per ringraziarvi. Vi ringrazio per il sostegno che ci avete dato l’11 settembre 2001 e nei giorni bui che seguirono. Vi ringrazio per la vostra intuizione e la vostra solidarietà nel costruire questo memoriale. Vi ringrazio per la vostra leadership nell’opera di ricostruzione in Afghanistan e in Iraq. Vi ringrazio per il vostro sostegno alle vittime dell’uragano Katrina. La vostra solidarietà nei confronti del nostro paese non verrà mai dimenticata.
Grazie.
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