Giovanni Rana, Presidente del Pastificio Rana, e Ronald P. Spogli, Ambasciatore degli Stati Uniti.
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esidero innanzitutto ringranziare il Presidente Gianluca Rana e il Sig. Giovanni Rana della cortese disponibilità ed ospitalità per questo incontro. È per me un vero piacere ed onore essere oggi qui ospite di uno degli imprenditori italiani di maggior successo e allo stesso tempo poter incontrare i più dinamici rappresentanti del mondo delle imprese di Verona.
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Come ho già fatto nel corso dell'incontro con la Confindustria a Roma, vorrei sottolineare per prima cosa l'importanza del ruolo dell'Italia, un ruolo per il quale gli Stati Uniti sono particolarmente grati al Vostro paese. L'Italia è il nostro miglior alleato in Europa, infatti è presente con gli Stati Uniti e la Nato in paesi come i Balcani, l'Afghanistan e l'Iraq. L'Italia e gli Stati Uniti sono buoni amici, ma nonostante ciò le nostre relazioni a livello economico non sono sviluppate al massimo del loro potenziale. Tra gli obiettivi che mi sono posto, in veste di Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, vi è quello di modificare questo aspetto dei nostri rapporti e di rendere le nostre relazioni economiche forti come quelle politiche.
Sono qui in Italia nella veste di Ambasciatore USA, ma prima della mia nomina ad Ambasciatore ho lavorato nel settore bancario e finanziario e ho fondato una società di private equity a Los Angeles, la Freeman-Spogli. Per questo motivo è mio desiderio vedere un maggior dinamismo economico in Italia. È mia intenzione, infatti, ora che sono qui, poter mettere a frutto la mia esperienza maturata nel campo della finanza, dando un contributo al rafforzamento della cultura imprenditoriale con particolare riferimento alla finanza per la crescita. Per realizzare tutto ciò è indispensabile la Vostra partecipazione ed il Vostro coinvolgimento in questa mia iniziativa di rilancio dell'economia italiana.
Senza voler dare l'impressione di impartire lezioni di cui l'Italia e il mondo imprenditoriale non hanno bisogno, permettetemi di sottolineare alcuni aspetti del sistema produttivo che a mio parere andrebbero migliorati.
Maggiore cooperazione tra università e settore privato
È necessaria una maggiore cooperazione tra le università e il mondo delle imprese. Negli Stati Uniti le università sono una fonte costante di idee e di innovazione. A parte l'Italia, e la mia famiglia uno dei miei altri grandi amori è la Stanford University. Come in altre università da noi, a Stanford sono nate imprese diventate in seguito leader nel campo dell'alta tecnologia. A Stanford i ricercatori e gli studenti sono stati in grado di creare finora più di 2,400 aziende. La cooperazione tra l'università di Stanford e il settore privato ha generato spin-offs come Google, Sun Microsystems, Cisco Systems e Hewlett Packard che sono successivamente diventate società multinazionali in grado di di creare opportunità di lavoro qualificato.
Anche in Italia non mancano certo esempi di eccelente collaborazione tra le università e il privato, come nel caso dei Politecnici di Milano e Torino e l'Area Science Park di Trieste, i quali hanno creato al loro interno degli uffici di Technology Transfer, ma occorre fare di più e investire maggiori risorse in questa direzione.
Diritti di proprietà intellettuale ed industriale
In secondo luogo un altro aspetto molto importante è rappresentato dalla tutela dei diritti della proprietà intellettuale ed industriale. Infatti un sistema giuridico adeguato ed efficace, che garantisce il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, contribuisce maggiormente ad attrarre gli investimenti esteri in Italia.
Vice Sindaco di Verona Maurizio Pedrazza Gorlero e Ronald P. Spogli, Ambasciatore degli Stati Uniti.
Un'offerta articolata di fonti di finanziamento per le nuove imprese
Gli strumenti finanziari a disposizione delle imprese sono un altro aspetto determinante per la crescita economica. In Italia manca un'offerta articolata di fonti di finanziamento per le nuove imprese, le quali infatti crescono ad un ritmo inferiore di quello di paesi con economie meno avanzate. I business angels, il venture capital (seed, start up ed expansion), il distress capital e soprattutto il private equity sono ancora poco sviluppati o inadeguati qui in Italia, in particolar modo nelle fasi iniziali di investimento.
Infine vorrei sottolineare l'importanza del private equity, che potrebbe costituire un'opportunità per il capitalismo familiare tipico dell'Italia, il quale in molti casi deve affrontare il problema del cambio generazionale e di successione. Dal mio punto di vista, il private equity permette di acquisire una partecipazione in un'impresa sana e di lavorare sodo per favorire la crescita dimensionale e patrimoniale dell'impresa stessa. In futuro ritengo che il private equity sia destinato a diventare un fattore sempre più determinante per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
“Partnership for Growth”
Lasciatemi concludere dicendo che sono ottimista per il futuro dell'Italia e della sua economia. In qualità di Ambasciatore degli Stati Uniti ho lanciato l'iniziativa “Partnership for Growth”, un programma volto a: cooperare con partner italiani al fine di:
- offrire un contributo per la diffusione della cultura d'impresa, con particolare riferimento all'innovazione, alla ricerca e alla creazione di nuovi posti di lavoro;
- diffondere i casi di “best practices” ed esperienze di successo che riguardano il rapporto università – privati;
- sottolineare l'importanza dellla tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale;
- contribuire allo sviluppo del mercato di capitali di rischio.
In tutti questi ambiti, i commenti ed i suggerimenti che possono provenire da imprenditori di successo come Voi sono indispensabili per poter portare avanti l'iniziativa “Partnership for Growth” e possono contribuire a rendere lo scambio ancora più fruttuoso. Tutto ciò ricade nell'ottica di fornire un contributo, per quanto possibile, al successo economico dell'Italia e al rafforzamento dei legami commerciali e finanziari tra Italia e Stati Uniti.
Grazie.
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