D
esidero innanzi tutto ringraziare la Dott.sa Diana Bracco, Presidente di Assolombarda, della cortese disponibilità ed ospitalità per quest’incontro. È per me un vero piacere ed onore essere oggi qui ospite dell’Associazione degli Industriali più importante d’Italia e della regione che rappresenta la regione locomotiva economica del paese.
Vorrei sottolineare per prima cosa l’importanza del ruolo dell’Italia, un ruolo per il quale gli Stati Uniti sono particolarmente grati al Vostro paese. L’Italia è il nostro miglior alleato in Europa, è presente con gli Stati Uniti e la Nato in paesi come i Balcani, l’Afghanistan e l’Iraq. L’Italia e gli Stati Uniti sono buoni amici, ma nonostante ciò le nostre relazioni a livello economico non sono sviluppate al massimo del loro potenziale. Tra gli obiettivi che mi sono posto, in veste di Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, vi è quello di agire con decisione in questo campo per poter rendere le nostre relazioni economiche forti come quelle politiche.
Sono qui in Italia nella veste di Ambasciatore USA, ma prima della mia nomina ad Ambasciatore ho lavorato nel settore bancario e finanziario e ho fondato una società di private equity a Los Angeles, la Freeman-Spogli. Sarebbe mio desiderio vedere un maggior dinamismo economico in Italia. Mi piacerebbe mettere a frutto la mia esperienza maturata nel campo della finanza, dando un contributo al rafforzamento della cultura imprenditoriale con particolare riferimento alla finanza per la crescita.
Partnership for Growth
Nel corso dell’incontro con la Confindustria a Roma il 27 aprile, ho lanciato la proposta “Partnership for Growth”, “Partenariato per la Crescita”, un’idea volta a cooperare con partner italiani al fine di offrire un contributo per la diffusione della cultura d’impresa. In particolare, la “Partnership for Growth”:
-
guarda all’innovazione, ed alla ricerca per la creazione di nuovi e meglio retribuiti posti di lavoro;
- vuole diffondere i casi di “best practices” ed esperienze di successo che riguardano la collaborazione tra l’università ed il settore privato;
- ambisce a sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica circa l’importanza della tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale;
- e vuole infine contribuire allo sviluppo del mercato di capitali di rischio.
Permettemi di individuare alcuni aspetti del sistema economico che a mio parere potrebbero beneficiare da una più dinamica cooperazione economica tra i nostri paesi.
Maggiore cooperazione tra le università e il mondo delle imprese
È necessaria una maggiore cooperazione tra le università e il mondo delle imprese. Negli Stati Uniti le università sono una fonte costante di idee e di innovazione. A parte l’Italia e la mia famiglia, uno dei miei altri grandi amori è la Stanford University. Come in altre università da noi, a Stanford sono nate imprese diventate in seguito leader nel campo dell’alta tecnologia. A Stanford i ricercatori e gli studenti sono stati in grado di creare finora più di 2,400 aziende. La cooperazione tra l’università di Stanford e il settore privato ha generato spin-offs come Google, Sun Microsystems, Cisco Systems e Hewlett Packard che sono successivamente diventate società multinazionali in grado di creare posti di lavoro qualificato. Inoltre in alcune università abbiamo programmi come UROP (Undergraduate Research Opportunity Program) rivolto a studenti di 20 anni o ai PHD, in cui il giovane viene accolto, ascoltato, accompagnato a brevettare un’idea e messo in contatto con un business angel.
Lo scorso febbraio nel corso di una conferenza tenuta presso la Duke University dove si discuteva circa il fatto che i talenti scientifici devono anche pensare “commercial” se vogliono avere successo, gli esperti di trasferimento tecnologico hanno fatto alcune importanti raccomandazioni come ad esempio:
-
le opportunità di commercializzazione della ricerca sono numerose, ma bisogna guardarsi bene attorno al momento di scegliere;
- è fondamentale per tramutare un’invenzione in buon progetto avere rapporti basati sulla fiducia reciproca e fare squadra, non perdere le occasioni in attesa dell’“affare perfetto”;
- una volta acquisita una tecnologia bisogna fare il possibile per capirne il processo di commercializzazione, piuttosto che aspettare che lo facciano altri;
- e infine una volta che l’impresa ha acquisito la licenza, è consigliabile continuare a seguirla con un professore o un dottorando.
Anche in Italia, non mancano certo esempi di collaborazione tra le università e il settore privato e in alcuni atenei sono stati costituiti uffici per il trasferimento tecnologico. Milano in questo campo vanta ottimi centri di ricerca presso i propri atenei ed esempi di proficua collaborazione tra università e imprese come testimoniano i progetti realizzati finora dal Politecnico di Milano e dal San Raffaele Park. Ma occorre fare di più e investire maggiori risorse in questa direzione. Nel lungo periodo, l’università e la ricerca sono fondamentali per la crescita del paese.
Nelle aziende americane diamo molta importanza all’investimento in risorse umane e ad un’adeguata formazione perché riteniamo siano indispensabili allo svolgimento dell’attività imprenditoriale. Per esempio frequentemente le imprese statunitensi pagano ai propri dipendenti corsi di formazione post-laurea o manageriali presso le università specializzate. Oggi per affrontare le sfide globali bisogna puntare sempre di più sulla formazione di manager validi perché oltre all’innovazione dei prodotti e dei procedimenti è importante anche l’innovazione nel campo delle risorse umane.
• Commissione Fulbright
Per quanto riguarda i rapporti tra università italiane e statunitensi, come membro del Consiglio di Amministrazione delle borse di studio per stranieri della Commissione Fulbright, ho intenzione di seguire più da vicino i lavori di tale commissione e di potenziarne la sua presenza qui al nord. Infatti, dal prossimo autunno assumeremo presso il Consolato Generale USA di Milano un funzionario che si occuperà dei rapporti con la Commissione Fulbright. Per poter rafforzare i rapporti tra atenei italiani e americani avremo bisogno del vostro contributo circa quali materie o facoltà sono per voi più interessanti in modo da proporvi l’eventuale presenza di un professore, ricercatore o studente americano.
Molte delle vostre università hanno già creato dei programmi di scambio con le controparti americane ed attualmente sono attivi più di 60 accordi di scambio tra le università statunitensi e quelle italiane qui nel nord. Tali rapporti dovrebbero andare veramente a vantaggio di entrambe le parti, Vi incoraggio quindi a collaborare ulteriormente con le università con cui già esiste un accordo di scambio e di incentivare ancora di più gli scambi tra docenti e studenti. Con l’eccezione di pochi atenei, da noi le università sono autonome dallo stato nazionale e quindi gli accordi per uno scambio vanno presi direttamente con le singole università.
• Legge Bayh-Dole
Negli Stati Uniti, come ho già detto, le università hanno stretti legami con il settore privato. Come saprete, la Legge Bayh-Dole Act ha concesso alle università la titolarità di brevetti per le invenzioni che i loro ricercatori fanno per conto dello stato, e ha contribuito a dare un forte impulso all’espansione della ricerca scientifica nel nostro paese. Il prossimo autunno porteremo in Italia il Professore Robert Taber, Vice Consigliere per lo sviluppo scientifico e tecnologico presso la Duke University quale relatore ad una conferenza sulla commercializzazione della ricerca universitaria.
Tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale
In secondo luogo un altro aspetto molto importante è rappresentato dalla tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale. Infatti un sistema giuridico adeguato, con sanzioni efficaci e regole certe, che garantisca il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, può contribuire notevolmente ad attrarre gli investimenti esteri in Italia soprattutto nel settore delle alte tecnologie. Secondo la Business Software Alliance, l’Italia e Francia conservano il primato europeo delle perdite dovute alla pirateria software.
Un’offerta articolata di fonti di finanziamento per le nuove imprese
Gli strumenti finanziari a disposizione delle imprese sono un altro aspetto determinante per la crescita economica. In Italia manca un’offerta articolata di fonti di finanziamento per le nuove imprese, le quali infatti crescono ad un ritmo inferiore a quello dei paesi con economie meno avanzate. I business angels, il venture capital (seed, start up ed expansion), il distress capital e soprattutto il private equity sono pratiche ancora poco sviluppati qui in Italia, in particolar modo nelle fasi iniziali d’investimento. Ad esempio, nel settore delle biotecnologie, l’Italia ha un alto numero di ricercatori per abitante rispetto ai maggiori paesi europei, ma purtroppo manca di una comunità d’investitori di capitali di rischio specializzata nel settore biotecnologico.
Alcune iniziative
Abbiamo alcuni progetti per le attività specifiche utili a promuovere i nostri obiettivi della “Partnership for Growth”, il nostro progetto di Partenariato per la Crescita. Vorrei in questa sede parlare con voi per vedere di sondare il vostro interesse ad unirvi a noi per “adottare” una o più delle nostre iniziative. Tra le nostre iniziative esiste anche quella di istituire borse di studio per imprenditori neo-laureati in modo che essi possano insieme ai loro colleghi del Regno Unito recarsi negli Stati Uniti per frequentare i corsi della "Rhodes Scholars of Entrepeneurs". Ci piacerebbe inoltre iniziare una serie di seminari ed incontri sullo sviluppo dell'economia aziendale, proponendo alcuni casi che dimostrino la propensione americana ad asumere il rischio d’impresa.
Oppure un programma di software chiamato iBridge che serve come piattaforma informatica per divulgare in rete le nuove tecnologie inventate nei laboratori universitari e per la gestione delle relative licenze.
Attraverso iBridge i ricercatori italiani potrebbero condividere le loro scoperte da Torino a Palermo, come pure in tutto il mondo ed eventualmente trasformare le invenzioni in applicazioni utili per il mercato.
Mi piacerebbe ascoltare le vostre idee e raccogliere i vostri suggerimenti e mi auguro che in qualità di imprenditori e rettori delle maggiori università della città di Milano deciderete di avere un ruolo attivo nell’iniziativa “Partnership for Growth”.
Approfondimenti (in lingua inglese)
• Gordon Brown Backs NCGE-Kauffman Fellowships, Aims to Create “Rhodes Scholar of Entrepreneurship” for Britain's Brightest Sparks.
• UK’s Most Promising Young Entrepreneurs to Gain Experience in the United States.
• The iBridge™ Network provides the research community an additional channel through which to disseminate discoveries, research methods, and findings. The iBridge™ Network encourages more open and efficient access to research by interested parties.
Undergraduate Research Opportunity Programs (UROP) at a few universities:
• Boston University
• University of California, Irvine
• Massachusetts Institute of Technology
• University of Minnesota
• University of California at Berkeley
|
|