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La Partnership For Growth (P4G)

Intervento di Andrea Brouillette-Rodriguez
Chief Economic and Political Officer

LIUCC University, Castellanza (Varese)
16 maggio 2007

     


C US Consulate General Chief Economic and Political Officer Andrea Brouillette-Rodriguez (left) and Prof. Anna Gervasoni, Director General of AIFI.
US Consulate General Chief Economic and Political Officer
Andrea Brouillette-Rodriguez (left) and Prof. Anna Gervasoni,
Director General of AIFI.


hiarissimo Rettore Rebora, Professoressa Gervasoni, Preside Bonanno, cari studenti, sono molta lieta di essere ospite oggi della Libera Università Carlo Cattaneo. Mi chiamo Andrea Brouillette-Rodriguez e sono il Console per gli Affari Politici ed Economici del Consolato Generale USA di Milano. Vi ringrazio per avermi invitato qui oggi a parlare di una iniziativa che mi sta molto a cuore perchè riflette lo spirito innovativo che ha animato l'attività dell'Ambasciatore Ronald Spogli dal suo arrivo in Italia nell'estate del 2005 e che ha contagiato l'intera Missione Diplomatica USA in Italia. L' Ambasciatore ama molto il vostro Paese e ne segue le vicende con l'attenzione e l'affetto che si riservano normalmente ai membri più cari della propria famiglia: per questo, mettendo la propria esperienza al servizio del proprio Paese, egli ha anche cercato di promuovere un programma economico di vasto respiro che ambisce a portare un vero contributo anche allo sviluppo economico in Italia, la terra dei suoi avi, con la quale mantiene da sempre un forte legame d'affetto.

Ronald Spogli è partito dalla considerazione di questi dati: nel 2005 l'Italia era al ventesimo posto nella classifica degli investimenti USA all'estero: solo 26 miliardi di dollari, 1,3% del totale, 12 volte meno rispetto alla Gran Bretagna. E ancora: negli ultimi 20 anni negli Stati Uniti sono stati creati 30 milioni di nuovi posti di lavoro, mentre in Europa, nel suo insieme, ne sono stati creati meno di un milione. L'Italia come singolo paese ha fatto meglio dei Paesi del resto dell'Unione Europea, ma rispetto agli Stati Uniti, ha registrato un terzo del tasso di crescita dei posti di lavoro. Qual è la ragione? Negli USA nel corso degli ultimi decenni la perdita di posti di lavoro, dovuta al ridimensionamento delle grandi imprese, è stata ampiamente compensata dalla nascita e dal rapido sviluppo di piccole imprese. In Europa, questo processo non è avvenuto. La discussa “Agenda di Lisbona” proponeva di fare fronte alla mancanza di dinamismo imprenditoriale, dando la preferenza al finanziamento bancario delle medie imprese più promettenti. Ma l'Agenda, essendo il riflesso di una mentalità burocratica, e quindi non imprenditoriale e capitalistica, non coglie il fattore chiave necessario per una rinascita imprenditoriale europea: l'assunzione del rischio. Infatti il punto è questo: un'economia imprenditoriale di successo non solo consente alle imprese di avviarsi e di crescere, ma anche di fallire e di morire.

In uno studio condotto dalla Commissione Europea nel 2005, si afferma che “gli Stati Uniti eliminano le imprese meno produttive. L'Unione Europea non lo fa”. Nel panorama europeo è la Gran Bretagna a distinguersi per avere incoraggiato un ambiente più favorevole allo sviluppo economico: il responsabile del tesoro Britannico, Gordon Brown, ha infatti portato avanti con successo una politica di crescita nel Regno Unito basata sull'espansione dell'attività imprenditoriale. Il messaggio fondamentale è quindi che l'attività imprenditoriale non può essere semplicemente tollerata o incoraggiata come una sorta di appendice all'economia. Essa deve diventare il perno centrale della cultura economica stessa.

PARTNERSHIP  for  GROWTH
Proprio in questo contesto si inserisce il programma economico lanciato dall'Ambasciatore Spogli, il cui titolo è molto esplicativo: Partnership for Growth, o Collaborazione per la crescità, che si pone l'obiettivo di rafforzare con metodi innovativi il dinamismo dell'economia italiana. È un programma che annovera tra i suoi partners, università, uomini d'affari americani e italiani, economisti, politici, comitati di esperti e rappresentanti di organizzazioni non governative. Concentrando i propri sforzi in quattro grandi aree d'azione, questo programma intende innanzi tutto:
  • incoraggiare una maggiore collaborazione tra le università e il settore privato in Italia per la commercializzazione delle nuove tecnologie e la creazione di nuove aziende e conseguentemente nuovi posti di lavoro;
  • in secondo luogo, tende a rafforzare e a fare crescere i mercati dei capitali, in particolare aumentando le possibilità di accesso ai capitali di rischio, quali i venture capital e i private equity;
  • il terzo obiettivo è teso a rafforzare la protezione della proprietà intellettuale per tutelare le idee migliori, aiutandole a crescere senza la minaccia di una concorrenza sleale, per incoraggiare l'innovazione;
  • per ultimo, questo programma vuole affrontare gli elementi culturali che limitano l'accettazione del rischio intelligente, attraverso un nuovo programma di scambi nell'ambito di un ben collaudato e prestigioso programma di borse di studio attivo tra i nostri due Paesi da quasi 60 anni: mi riferisco al Programma di studio Fulbright. Questo programma se chiama BEST (Business Exchange and Student Training).
La Partnership si prefigge di fornire più possibilità agli aspiranti imprenditori. Per questa ragione negli ultimi 12 mesi ha attivato un vero “scouting” nel tessuto imprenditoriale italiano e in quello che, oltreoceano, è orientato a sviluppare rapporti con l'Italia.

Anche nel territorio che in precedenza, negli anni Ottanta, era già stato caratterizzato da una crescita repentina legata a Internet, non potevano mancare iniziative di questo tipo, volte a favorire la nascita di nuovi business a rapido sviluppo: penso alla Silicon Valley. Qui si stanno infatti formando diverse associazioni per collegare il business californiano all'Italia. La nuova generazione di imprenditori italiani immigrati è diversa dalle precedenti. Si tratta di persone che mantengono saldi i legami con la madrepatria. Recentemente è nato, con queste caratteristiche, lo SVIEC (Silicon Valley Italian Executive Council) fondato dal genovese Jeff Capaccio che include tutti gli executive dell'area. Poi è nata B.A.I.A. (la Business Association Italy America) con l'obiettivo di promuovere iniziative imprenditoriali incrociate tra Italia e Stati Uniti. Gli investimenti americani nel vostro paese sono finora molto modesti perchè gli americani considerano l'Italia un paese meno attraente rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea, in quanto ritengono che la cultura imprenditoriale sia molto diversa dalla loro.

La parola chiave per comprendere la differenza tra Italia e Stati Uniti è “failurè”, fallimento. In Italia la paura del fallimento è paralizzante. Nella Silicon Valley ci sono aziende che quando sono in procinto di assumere nuovi manager, danno valore ai curricula che includono anche un fallimento, meglio due, insieme ovviamente a qualche successo già ottenuto, perchè queste persone offrono più garanzie, più esperienza, più conoscenza delle inevitabili difficoltà e dei trabocchetti endemici al percorso di crescita.

Le attività delle Università Americane di trasferimento tecnologico e di commercializzazione della ricerca hanno un grande impatto sull'economia locale e non solo. Per espempio, l'Università di Stanford deposita ogni anno 300 brevetti ed è stata in grado di creare finora più di 2,400 aziende, con spin-off vincenti come (oltre al già citato Google) Netscape, Cisco Systems e Yahoo. Parimenti, al Massachusetts Institute of Technology, sulla costa orientale, vengono fondate ogni anno circa 150 aziende, almeno il 10 % delle quali grazie all'attività di trasferimento tecnologico dell'università stessa.

IL  PROGRAMMA  “BEST”
Come racconta l'Ambasciatore stesso, “l'idea del progetto BEST è nata proprio ascoltando gli imprenditori italiani, convinti che in questo paese sia necessario un cambiamento della cultura del rischio. In Italia se si fallisce è la fine, al contrario di quanto accade negli Stati Uniti. Questo elemento spiega la debolezza del Venture Capital in questo Paese.” L'ipotesi è che nelle università italiane non manchino i ricercatori di talento, nè le idee innovative, ma sia invece carente quel tessuto connettivo fatto di cultura e di capitali, che consente di trasformare le idee nate negli atenei in imprese, posti di lavoro, ricchezza!

Students at Libera Università Carlo Cattaneo.
Students at Libera Università Carlo Cattaneo.
Il progetto pilota Fulbright-BEST Silicon Valley Immersion Program è stato avviato a gennaio con l'invio negli USA di cinque dottorandi italiani – tutti con un background tecnico-scientifico – per un programma di studio di sei mesi nel campo dell'imprenditorialità. Nella Silicon Valley la crescita economica degli Stati Uniti e la creazione di nuovi posti di lavoro sono stati il risultato dell'adozione di nuove tecnologie.

Questo sviluppo è basato sul modello di successo di collaborazione e supporto finanziario università-stato-impresa, che la Partnership for Growth cerca di sostenere e promuovere in tutti i modi.

I partecipanti dunque sono stati scelti proprio perchè avevano un'idea da sviluppare, talvolta un brevetto creato nei laboratori dell'università italiana da cui provenivano. L'intero programma è finanziato da imprese italiane e americane attraverso il coordinamento di Confindustria. Questi cinque beneficiari, due ragazzi e tre ragazze, stanno frequentando corsi in questa materia presso il Centro per l'Innovazione dell'Università di Santa Clara e hanno da poco iniziato le loro stage presso cinque aziende ad alto potenziale di crescita nella Silicon Valley. La mattina lavorano in azienda, nel tardo pomeriggio vanno all'università a frequentare i corsi di un MBA. “Un ritmo massacrante” – ci scrivono. Si tratta infatti di una full immersion nelle attività della famosa vallata americana: sei mesi di tempo per frequentare un corso accelerato, sei mesi per imparare come si fa a trasformare un'idea di business in un'azienda di successo. Ogni mese ricevono una borsa di studio di 1,080 dollari, e in più due auto in affitto e i corsi gratis presso la Leavy School of Business della Università di Santa Clara. Attenzione: questi ragazzi non sono venuti in California per continuare le loro ricerche high-tech, ma per imparare come si crea un'impresa: far un business plan, ricercha di mercato, e studi sulla competitività dei concorrenti. Ciascuno dei cinque studenti ha due mentor, uno nella Silicon Valley e l'altro in Italia. I “mentor” sono figure fondamentali nel mondo universitario USA: sono guide, consiglieri, punti di riferimento per aiutare i giovani allievi a moltiplicare i loro contatti. Essi svolgono due funzioni cruciali per mantenere vitale l'economia della Silicon Valley: facilitano l'incontro tra le persone e rendono possibile il flusso di informazioni.

Al loro ritorno in Italia a luglio, speriamo che possano diffondere la cultura imprenditoriale American-style e possibilmente avviare le loro start-ups.

Poichè si avvicina il momento di vagliare nuove candidature per formare un nuovo gruppo di Fulbrigh-BEST Fellows che partirà nella primavera 2008, stiamo contattando università e centri di ricerca per individuare i nuovi partecipanti. Se siete interessati, vi esorto a mettervi i contatto con noi attraverso il sito web dell'Ambasciata. Per soddisfare una vostra eventuale curiosità potete visitare le pagine del sito dell'Ambasciata (http://italy.usembassy.gov/p4g/best/) e il blog dei nostri cinque campioni, per conoscere meglio le loro esperienze, addirittura in tempo reale se lo desiderate.

FACE2FACE
Un'altra importante iniziativa nata dalle costole della Partnership for Growth è il programma “Face2Face”, si tratta di interviste fatte da un giovane imprenditore di capitali a rischio a giovani italiani che sono riusciti a realizzare il progetto imprenditoriale che avevano in mente. Il mezzo che è stato scelto per far circolare questo messaggio è il più diffuso e presente nelle nostre case e nei nostri uffici: il computer! Face2Face è infatti un “webcast”, cioè una conversazione informale che avviene via web tra due giovani imprenditori. Michele Appendino, imprenditore di successo in attività da circa dieci anni, con tre fondi di investimento al suo attivo, è il dinamico “anchorman” che si è prestato a gestire le interviste.

Attraverso questi incontri la Missione Diplomatica USA desidera entrare in più stretto contatto con voi, con il pubblico che ci segue; devo confessare che siamo particolarmente interessati all'attenzione e ai commenti delle giovani generazioni perchè queste sono il futuro per questo Paese e in base alle relazioni che esse sapranno instaurare, anche per il resto dell'umanità!

Nei prossimi mesi Face2Face ospiterà diversi esperti americani e italiani per discutere di formazione, di ambiente, di imprenditoria, dell'iniziativa “Partnership for Growth”, e di molti altri argomenti. Il calendario di questi interventi è facilmente reperibile attraverso il sito dell'Ambasciata (http://italy.usembassy.gov/Face2Face/)

La novità di questo progetto è l'interattività della conversazione: seguendo l'intervista on-line è possibile interagire ponendo le proprie domande agli ospiti che risponderanno al pubblico nel corso dell'intervista. Le registrazioni di questi incontri – tutte unite nel loro insieme dal titolo “Capturing Creativity”, rimarranno poi disponibili nel sito.

“Capturing Creativity” è quindi incentrato sulle capacità dei protagonisti: sulla loro determinazione al successo, e sugli sforzi che hanno investito per raggiungerlo. Gli invitati metteranno a confronto le proprie esperienze raccontando, ad esempio, come è nata la loro attività e in che modo sono riusciti a trasformare le loro aspirazioni in realtà.

Questi – al momento – sono i principali programmi in atto all'interno della “Partnership for Growth.”. Spero di essere riuscita a darvene un'immagine esauriente, ma soprattutto spero di essere riuscita a rendervi partecipi dell'entusiasmo che è il vero motore, ispiratore di tutto il progetto.

L'America e l'Europa hanno investito molto nel successo reciproco. La nostra comune visione di civiltà e democracia dipende dal conseguimento di analoghe prospettive economiche per i cittadini dei nostri due paesi. Il modo in cui i paesi europei, e forse l'Italia in particolare (dato il suo alto spirito imprenditoriale) sosterranno con successo il capitalismo imprenditoriale, inciderà profondamente sulle nostre relazioni e sul futuro delle nostre rispettive economie.

Grazie. Ora voglio dare avvio alla discussione raccogliendo le vostre domande.

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