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ignore e signori, illustri ospiti, grazie del vostro benvenuto. Come rappresentante del governo degli Stati Uniti nel Nord Italia sono lieta di essere qui con voi questa sera. Vorrei ringraziare il presidente Daniele Leoni per avermi invitato. Grazie anche a Viviana Frenkel e a Paolo Foà per la flessibilità e lo spirito di collaborazione dimostrato nell'organizzare questa serata.
Da sinistra: Dott. Paolo Foà, Console Generale degli Stati Uniti Deborah E. Graze, Dr. Daniele Leoni, Vivienne Frenkel.
Vorrei che pensaste al Consolato Generale di Milano come a un branch office dell'Ambasciata di Roma nel Nord Italia. La nostra missione è di rafforzare i rapporti già molto stretti tra l'Italia e gli Stati Uniti in questa parte d'Italia bellissima e dinamica. Qui si trova l'85 % di tutte le imprese americane presenti in Italia e si concentra oltre il 65% degli scambi Italia-Stati Uniti..
La presenza americana nel Nord Italia è significativa. Qui vivono circa 30,000 cittadini americani a cui il Consolato offre svariati servizi. A Vicenza ad Aviano i nostri militari e le loro famiglie fanno parte da anni della comunità locale e si sono sempre dimostrati dei buoni vicini. Più di un milione e mezzo di turisti americani viaggiano nel Nord Italia ogni anno e un migliaio di alti rappresentanti del nostro governo visitano la regione.
I delegati del Congresso vengono a verificare lo stato della collaborazione in atto con i nostri partner e amici italiani nelle aree di comune interesse: l'attività commerciale ed economica, le opportunità per incoraggiare le aziende di questa zona ad investire nei loro distretti, la sicurezza.
Il dinamismo economico e la ricchezza creano qui come altrove maggiore attenzione per la sicurezza. Come sappiamo la criminalità si muove dove circola il denaro. D'altro canto, la prosperità della regione crea lavoro e il lavoro genera immigrazione e noi siamo impegnati, in collaborazione con i nostri partner italiani, a promuovere attivamente l'integrazione degli immigrati e in particolare di quelli di fede musulmana.
Come sappiamo bene noi americani l'immigrazione è una risorsa. La forza e la ricchezza degli Stati Uniti derivano dal fatto che siamo un paese di immigrati. Inoltre, l'integrazione è un altro aspetto della sicurezza. Il senso di appartenenza e condizioni economiche favorevoli aiutano a prevenire il terrorismo. Gli immigrati bene integrati corrono minori rischi di finire preda di coloro che sfruttano il senso di isolamento per scopi criminali. Riteniamo sia nell'interesse dell'Italia e degli Stati Uniti che gli immigrati di fede musulmana sentano di fare parte della comunità italiana e si sentano ben accetti.
Con la sua tradizione millenaria di integrazione e tolleranza la comunità ebraica può costituire un esempio e un modello da seguire su questa strada.
Come Missione degli Stati Uniti in Italia vogliamo anche incoraggiare gli investimenti italiani nel nostro paese e promuovere un ambiente economico che sia favorevole agli affari e alla ricerca, che incoraggi e protegga lo sviluppo della proprietà intellettuale, che promuova lo spirito di imprenditorialità tra i giovani italiani.
Gli Stati Uniti apprezzano il ruolo di leadership che l'Italia ha assunto a livello internazionale e ritengono che una maggiore crescita economica possa fornire al Paese le risorse e il dinamismo necessari per continuare ad affrontare tutti i delicati impegni internazionali.
In questo spirito la nostra Missione diplomatica ha lanciato la Partnership for Growth. Si tratta di un'iniziativa che promuove una collaborazione con diversi interlocutori per rilanciare il dinamismo economico dell'Italia. Si basa su quattro pilastri principali:
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il primo intende promuovere un rapporto più stretto tra università e aziende, rafforzando i processi di trasferimento tecnologico e promuovendo la creazione di nuove imprese;
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il secondo è dedicato allo sviluppo di strumenti finanziari, come il private equity o il venture capital, che possono diventare preziose fonti di finanziamento. Per le nuove imprese il venture capital può essere, come lo è in America, un elemento determinante;
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il terzo pilastro punta a garantire una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale per incoraggiare l'innovazione e le nuove invenzioni;
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infine il quarto pilastro è rappresentato dal programma Fulbright-BEST, che promuove viaggi di studio negli Stati Uniti per laureati italiani con l'obiettivo di approfondirela conoscenza del sistema imprenditoriale americano e i collegamenti tra università e aziende. Il programma Fulbright-BEST è uno dei motori trainanti dell'iniziativa “Partnership for Growth” perché permette alle nuove generazioni di apprendere in modo diretto come si fa ricerca ed impresa negli Stati Uniti. Quest'anno è partito il progetto pilota: con il patrocinio della Commissione Fulbright Italia-USA, all'inizio di gennaio cinque giovani italiani laureati in materie scientifiche sono andati negli Stati Uniti dove hanno seguito corsi e seminari di studio presso l'Università di Santa Clara in California e allo stesso tempo hanno lavorato in aziende della Silicon Valley. Hanno contribuito alla realizzazione del programma il Gruppo Poste Italiane, ENI, IBM, il Comune di Milano che ha dato il proprio patrocinio. Queste istituzioni hanno compreso la necessità di promuovere una nuova visione dell'imprenditorialità e l'hanno trasformata in realtà. I candidati torneranno a luglio carichi di energia e freschi dell'esperienza dello spirito imprenditoriale degli Stati Uniti, che applicheranno al loro lavoro in Italia. Qui troveranno mentori pronti a seguirli e incoraggiarli. Per sapere di più sulle esperienze degli allievi vi invito a visitare il loro blog (http://siliconvalleyimmersion.blogspot.com/) e il sito dell'ambasciata (http://italy.usembassy.gov/p4g/best/) su cui trovate anche informazioni sulle altre iniziative della Partnership for Growth.
Sappiamo che l'Italia ha già compiuto, e sta compiendo, passi in avanti in ciascuna di queste aree. Questo paese è ricco di capitale umano e il mondo si è fatto troppo piccolo e troppo complesso perché si possa pensare di poter fare a meno dello spirito di collaborazione. Come è stato sottolineato nel Forum milanese sulla “società aperta” organizzato la settimana scorsa dall'Università Bocconi e Corriere della Sera, tutti i protagonisti di questi tempi devono collaborare tra loro come partner, sia in Italia che nei loro rapporti con gli Stati Uniti, per promuovere gli interessi comuni e guardare al futuro.
Ho cercato di essere breve nel mio intervento perché sono certa che anche voi avete un contributo da offrire allo scambio di idee su questi temi, perciò mi aspetto da voi molte domande. Grazie.
Approfondimenti
• italy.usembassy.gov: “Future iniziative per una nuova università”
• italy.usembassy.gov: “BEST – Business Exchange and Student Training”
• “In ricerca di una vita nuova e migliore”
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