milan.usconsulate.gov

US_Seal

Consolato Generale degli Stati Uniti d'America a Milano

Intervento del Console per Public Affairs
David Bustamante

I musei americani: caratteristiche dell'ordinamento. Il ruolo della Comunità.

Oderzo, 15 aprile 2005

     


B uona Sera. Oggi vorrei parlare di tre argomenti che sono sicuro nel corso della mia presentazione troverete di crescente interesse: come gli Stati Uniti organizzano la cultura, il mondo museale statunitense, la Cultura e il Consolato Generale di Milano.

I.  Cultura – un modo diverso di organizzarla
Non esiste un Ministero della Cultura che stabilisca una politica nazionale. In contrasto con i modelli europei, gli Stati Uniti sostengono le arti e le varie forme di espressione artistica in modo complesso, decentralizzato, diverso e dinamico. Tuttavia:

  • il Governo degli Stati Uniti ha stabilito due fondi di finanziamento detti “endowments” – uno a sostegno delle arti e l’altro delle discipline classiche.
  • The National Endowment for the Arts (NEA), ovvero “Il Fondo per il Finanziamento delle Arti”, finanzia organizzazioni artistiche regionali che collaborano con organizzazioni artistiche statali al fine di identificare e offrire artisti, e fornire un ampio catalogo di luoghi e musei dove gli artisti possano esibire i propri lavori.
  • The National Endowment for the Humanities (NEH), ovvero il “Fondo per il Finanziamento delle Discipline Classiche”, è un’agenzia indipendente del Governo Americano che offre finanziamenti a sostegno della ricerca, dell’istruzione, della conservazione e restauro.
Organizzazioni regionali per le arti   Il Fondo per il Finanziamento delle Arti coordina i propri sforzi a livello nazionale attraverso le "Organizzazioni Regionali per le Arti", sei enti no-profit creati per incoraggiare lo sviluppo delle arti e per sostenere programmi artistici su base regionale. Sostenute da questo fondo, queste organizzazioni forniscono assistenza tecnica alle loro agenzie artistiche statali consociate, sostengono e promuovono artisti e organizzazioni artistiche, sviluppano e gestiscono iniziative artistiche a livello locale, regionale, nazionale e internazionale:
  • Arts Midwest
  • Mid-America Arts Alliance
  • Mid Atlantic Arts Foundation
  • New England Foundation for the Arts
  • Southern Arts Federation
  • Western States Arts Federation
Organizzazioni statali per le arti   Le "Organizzazioni Regionali per le Arti" assistono e finanziano altre organizzazioni associate in ciascuno dei cinquanta stati e nei territori americani. Per esempio, l’Ohio State Council è un’Agenzia statale che finanzia e sostiene esperienze artistiche di alto livello per rafforzare le comunità dello Stato dell’Ohio da un punto di vista culturale, educativo ed economico. Attraverso fondi assegnati dalla legge dello Stato dell’Ohio e dal Fondo per il Finanziamento delle Arti, l’Ohio Arts Council fornisce assistenza finanziaria ad artisti ed organizzazioni artistiche. Queste organizzazioni statali per le arti curano liste di artisti rinomati e di luoghi di ritrovo nel loro stato, e rispondono a richieste specifiche in questo senso. Forniscono inoltre assistenza agli artisti sia per i finanziamenti che per le esposizioni. Inoltre, fanno in modo che si incontrino potenziali finanziatori delle arti e artisti promettenti, e mettono in contatto mostre ed esposizioni con gallerie e luoghi appositi. Questo è importante, perchè solo il 10 per cento del sostegno alle arti negli Stati Uniti proviene dal Governo – e solo il 2 per cento di ciò dal governo federale. Metà del sostegno alle arti deriva dalla vendita dei biglietti d’ingresso e altre vendite varie. Il resto del sostegno finanziario ai musei deriva da fonti private. Il “National Endowment for the Humanities” porta avanti iniziative simili nel campo delle Discipline Classiche.

Verso quale cultura americana   Sembrerebbe che la cultura non sia fiorente negli USA. Ma la buona notizia è che questa divisione di responsabilità fra settore pubblico e privato sembra funzionare. La grande novità nel mondo culturale americano negli ultimi venticinque anni è che la cultura, che inizialmente si concentrava solo nelle città di New York, Chicago, Washington e San Francisco, si è diffusa nel resto del paese, attraverso importanti centri culturali regionali emergenti, che hanno visto i propri lavori finalmente trovare la strada per i teatri e le gallerie delle principali città. La cultura americana continua a essere estremamente vitale sia all’interno del paese che a livello internazionale. Basta pensare alla cultura che esportiamo:

Musica:
  • Jazz
  • Blues
  • Rock
  • Gospel
  • Hip Hop/Rap
  • e un po' di country
Film:
  • I film di Hollywood continuano ad essere la maggioranza dei film proiettati nel mondo, e quelli che danno i più alti incassi.
  • I film indipendenti, come quelli di Michael Moore.
  • I Festival del Cinema, come Sundance e AMEX.
Televisione:
  • Le case di produzione americane producono la maggior parte dei programmi televisivi visti in tutto il mondo.
  • La creazione della televisione via cavo negli USA ha portato a prodotti più facilmente fruibili e allo stesso tempo specializzati a livello mondiale.
  • Lo stile dei telegiornali e notiziari americani è diventato un modello per tutto il mondo.
Pittura:
  • La pittura post-moderna è stata largamente ispirata da artisti di molti paesi che hanno tutti lavorato a New York.
  • L’arte contemporanea che l’ha sostituita ha raggiunto il suo picco negli Stati Uniti.
  • Nuove correnti emergenti partono da iniziative regionali negli Stati Uniti.
Danza:
  • Partendo da un modello europeo, lo stile della danza moderna Americana ha dominato la scena mondiale negli ultimi 50 anni. La forza e il vigore delle compagnie americane girano il mondo. Basta citare alcuni esempi come George Balanchine, Paul Taylor, Alvin Ailey, Lar Lubovitch, e le rappresentazioni dell’Harlem Dance Theater, il Ballet Trockadero di Monte Carlo, il New York City Ballet, il San Francisco Ballet, Merce Cunningham e centinaia di compagnie di balletto con nomi inusuali come Forklift Dance from Austin, Texas, ovvero la “Compagnia di Danza dell’Elevatore a Forcale di Austin, Texas”, la compagnia che ha insegnato ai gondolieri a danzare con le gondole per una rappresentazione nel Canale della Misericordia a Venezia nell’ottobre 2004.
Scrittura creativa:
  • Aiutata dall’ascesa dell’inglese come prima lingua globale dai tempi in cui dominava il latino, gli autori americani come Dan Brown e Stephen King sono tra i più letti al mondo.
  • Gli autori di biografie americani hanno cominciato a ridefinire la rigorosità con cui studiamo e identifichiamo i contributi dei nostri antenati.
Moda:
  • Persino nella moda, nomi come Tommy Hilfiger, Geoffrey Beene, Ralph Lauren, e altri creano abiti indossati in altri paesi del mondo.
Questo ampiamento della cultura è riscontrabile nel numero di teatri professionali negli USA (attualmente sono circa 1,500) e nel numero delle orchestre sinfoniche (1,200 più circa 600 orchestre giovanili). Fra poco parlerò dell’altissimo numero di musei negli USA. Quando penso alla musica folk, al bluegrass, ai romanzi regionali, alla danza folkloristica, ai murales, che noi dopotutto non esportiamo, mi convinco che negli Stati Uniti l’arte e la cultura siano più che mai vive e sentite profondamente dal pubblico.

II.  I musei americani
Avendo parlato del contesto culturale generale in cui operano i musei americani, vorrei ora parlare di questi musei in modo più specifico. Ancora una volta vorrei iniziare parlando di due dei maggiori musei e sistemi di gestione museale degli Stati Uniti, e da qui generalizzare offrendovi alcune osservazioni su come i musei siano più che mai distribuiti sul territorio e godano di ottima salute, cercando di capire le ragioni per cui operano in questo modo. Vorrei innanzitutto parlarvi dello Smithsonian Institution, il nostro museo federale.

Il nostro museo federale: lo Smithsonian Institution   È stato creato da un Decreto Legge del 10 Agosto 1846 “per fondare a Washington, col nome di Smithsonian Institution, una fondazione per l’aumento e la diffusione della conoscenza tra gli uomini”. Questa istituzione, a cui venne dato il nome di un cittadino britannico chiamato James Smithson, che per altro non mise mai piede negli Stati Uniti, ma il cui testamento includeva una clausola originale per cui voleva che venisse fondato un museo nel mio paese, svolge le seguenti funzioni:
  • Compie ricerca in ambito scientifico e accademico.
  • Pubblica i risultati di studi, esplorazioni, e investigazioni.
  • Conserva, per studio e consultazione, più di 140 milioni di manufatti, capolavori artistici, e campioni scientifici.
  • Organizza mostre su argomenti artistici, scientifici, e sulla storia e la cultura americana.
  • Mette a disposizione della comunità in tutto il paese le risorse e le collezioni dello Smithsonian.
  • Si impegna in programmi educativi e nella cooperazione nazionale ed internazionale per la ricerca.
Lo Smithsonian oggi: un colpo d’occhio   Oggi lo Smithsonian Institution comprende diciotto musei tra cui:
  • Il National Museum of American History
  • Il National Museum of Natural History
  • Il National Air and Space Museum
  • Il nuovo National Museum of the American Indian (è stato inaugurato lo scorso settembre nell’ultimo spazio rimasto disponibile sul National Mall di Washington).
140 musei sono ufficialmente affiliati allo Smithsonian. Lo Smithsonian gestisce nove centri di ricerca. Nel 2004, i Musei dello Smithsonian hanno ospitato 20,400,000 visitatori e i musei affiliati hanno ospitato altri 18,500,000 visitatori. 78,800,000 persone hanno consultato il sito internet www.si.edu nel 2004. Lo Smithsonian Institution custodisce e preserva 143,700,000 oggetti, manufatti e campioni.

Lo Smithsonian Institution ha 2,100,000 soci iscritti. Parlerò delle iscrizioni più avanti.

Le attività dello Smithsonian sono sostenute da:
  • I suoi fondi fiduciari e le sue entrate
  • Donazioni private
  • Sovvenzioni
  • Contratti
  • Fondi destinati dal Congresso
L’entrata ai musei è gratuita. Gli stanziamenti governativi a favore dello Smithsonian per l’anno fiscale 2005 è di $ 615.2 milioni di dollari.

L’associazione americana dei musei   Sebbene lo Smithsonian sia il nostro principale sistema museale nazionale, la vasta maggioranza dei nostri musei è privata, o gestita da vari livelli governativi diversi da quello nazionale. Fortunatamente, esiste una associazione professionale che unisce i circa 15,500 musei di vario genere. È la “American Association of Museums” (Associazione dei Musei Americani). La AAM è l’unica organizzazione che rappresenta l’intera gamma di musei e professionisti, e staff di volontari che lavorano per e con i musei. La AAM attualmente rappresenta più di 16,000 membri – 11,500 tra professionisti e volontari, 3,100 istituzioni, e 1,700 membri societari. I soci individuali ricoprono tutto l’arco di incarichi all’interno dei musei, inclusi direttori, curatori, archivisti, educatori, curatori di mostre, incaricati di pubbliche relazioni e comunicazione, funzionari incaricati allo sviluppo, alla sicurezza, fiduciari ed amministratori, volontari. La AAM ha un sito internet che potete trovare al www.aam-us.org.

I nostri musei significano molto per noi negli Stati Uniti. Mentre esistono musei grandi, famosi e importanti, ogni comunità sembra avere i propri musei pubblici e privati. Infatti, il 90 per cento di tutte le contee americane ha musei affiliati alla AAM. Questi musei variano fra musei della “Società Storica Locale” alla “Rock and Roll Hall of Fame “ cioè la “Galleria delle Celebrità del Rock and Roll”. Questi sono l’orgoglio e la gioia delle comunità. Uno studio del 1999 condotto da Lake, Snell e Perry ha riportato che “I musei americani hanno una media di 865 milioni di visitatori all’anno, o 2,300,000 mila visitatori al giorno.”

La definizione di “museo”   Così vi chiederete come noi definiamo i musei. C’è una grande diversità di opinioni su ciò che costituisce un museo. Il Codice Etico per i Musei emesso dalla AAM, indica che il loro comune denominatore è quello di “offrire un contributo speciale al pubblico, collezionando, conservando, e interpretando gli oggetti di questo mondo”.

Il codice inoltre definisce anche la varietà delle dimensioni e dei tipi di museo: “Il loro numero totale include sia i musei governativi che i musei privati di antropologia, storia dell’arte e storia naturale, gli acquari, gli orti botanici, i centri d’arte, i giardini botanici, i musei per bambini, i siti storici, i centri naturistici, i planetari, i centri scientifici e tecnologici e gli zoo”.

Per poter partecipare al programma di accreditamento presso la AAM, un museo deve avere i seguenti requisiti:
  • Essere una istituzione no-profit legalmente riconosciuta o parte di una organizzazione no-profit o di un ente governativo.
  • Avere un’impostazione essenzialmente educativa.
  • Avere una missione formalmente definita e approvata.
  • Utilizzare oggetti e/o un luogo per la presentazione pubblica di eventi e mostre regolarmente inseriti in un programma di attività.
  • Essere dotati di un programma formale e appropriato di documentazione, di conservazione, e di uso delle collezioni e/o degli oggetti.
  • Svolgere le funzioni sopra indicate presso un spazio fisico o un luogo destinato.
  • Essere stato aperto al pubblico per almeno due anni.
  • Essere aperto al pubblico per almeno 1,000 ore complessive all’anno.
  • Avere predisposto l’accesso ad almeno l’80% della collezione permanente.
  • Avere assunto almeno un professionista dotato di conoscenza ed esperienza museale.
  • Disporre di un direttore a tempo pieno a cui sia demandata l’autorità per le attività quotidiane.
  • Avere le risorse finanziarie sufficienti per operare con efficienza
  • Dimostrare di avere le caratteristiche di un Museo Accreditabile.
In alternativa la "Legge sui Servizi forniti dai Musei e dalle Biblioteche" del governo federale dà la seguente definizione di museo: “un’agenzia no-profit pubblica o privata o un’istituzione organizzata su base permanente per scopi essenzialmente educativi o estetici, che utilizzando uno staff professionale, possiede o utilizza oggetti tangibili, conservandoli, ed esponendoli al pubblico con cadenza regolare”.

Musei nella comunità   Perché gli Americani sono così interessati al loro musei? Innanzi tutto, il primo impulso per la fondazione di un museo parte normalmente dall’iniziativa di un privato cittadino o di un gruppo di cittadini. I musei non sono quasi mai creati su indicazione del governo. È vero però che i musei operano anche nell’interesse pubblico, fungono da centri di sapere, proteggono il nostro patrimonio ereditario, portano visitatori e arricchiscono le nostre comunità.

Le istituzioni civili   I musei godono – nella straordinaria varietà delle comunità sparse su tutto il territorio, che li hanno creati e sostenuti – di un legame profondamente radicato con la loro comunità di riferimento, che è una loro speciale prerogativa. I musei vengono visitati da cittadini americani di ogni ceto sociale ed istruzione. I gruppi scolastici sono accompagnati in pullman a visitare i musei della zona per rafforzare il loro orgoglio di comunità locale. Come ho detto prima, i musei hanno un’alta percentuale di visitatori. Quasi ogni comunità ha un museo – sebbene circa il 75% di essi sia catalogato tra i piccoli musei. Il 43% dei musei sono dislocati in aree rurali. Più della metà (56.6%) dei musei è ad accesso gratuito, e tra i musei che impongono un prezzo di accesso, il 58.7% offre delle giornate a ingresso libero. Gli abitanti della zona lavorano regolarmente presso questi musei locali oppure offrono volontariamente parte del loro tempo.

I musei che lavorano nell’interesse pubblico   L’istruzione pubblica, nel senso più ampio del termine, è meglio servita non solo dalle nostre scuole e biblioteche, ma anche dai musei. Funzionando come centri per la comunità, essi offrono a tutti accesso al patrimonio culturale e naturale della nazione. Il loro ruolo speciale nell’istruzione pubblica è incentrato sulla capacità dei musei di fornire al pubblico un luogo interattivo, basato su oggetti, per meglio comprendere la comunità, il nostro paese e il mondo. Dai musei d’arte agli zoo, i musei sono luoghi di ritrovo per persone che desiderano incontrarsi e passare del tempo con la famiglia e con gli amici. Il pubblico quindi si avvantaggia dei molti servizi che un museo fornisce alla sua comunità.

Centri di apprendimento   Il ruolo educativo dei musei è il punto focale del servizio che essi forniscono al pubblico. Persone di tutte le età e origine sociale vengono ad imparare dalle collezioni, dalle mostre e dai programmi creati dai musei, attraverso le loro ricerche e borse di studio. Una recente indagine a livello nazionale indica che gli americani vedono i musei come una delle risorse più importanti per educare i loro bambini e come una delle fonti più affidabili per avere un’informazione imparziale e obiettiva.

I musei spendono annualmente più di 1 miliardo per fornire più di 18 milioni di ore di istruzione per programmi educativi, come i corsi di aggiornamento per gli insegnanti, visite guidate sul campo, visite dello staff dei musei alle scuole, e mostre itineranti organizzate presso le scuole. Circa 11,000 musei americani forniscono programmi educativi fino al livello K-12 (corrispondente all'incirca alla nostra scuola media). La maggior parte dei musei che offrono programmi educativi in matematica, scienze, arte, e storia, utilizzano regolari piani di studio locali, per dare forma ai loro programmi per l’istruzione.

Circa 9 americani su 10 (87%) trovano che i musei siano la fonte d’informazione più affidabile o per lo meno una delle fonti più affidabili.

Protettori della nostra eredità artistica, storica, scientifica e culturale   Organizzati come public trusts, fondazioni pubbliche, i musei americani sono fondati sulla tradizione del servizio pubblico e mantengono le loro collezioni e le informazioni che producono per poter offrire un servizio a coloro per cui sono stati creati. I musei spendono approssimativamente 1,1 miliardi di dollari all'anno per la cura di più di 750 milioni di oggetti ed esemplari viventi nelle loro collezioni. Il 93% di tutti i musei possiede una collezione permanente. In un’indagine recente, gli americani mettono al primo posto le loro famiglie, e al secondo posto indicano i manufatti autentici presso i musei storici e i siti storici come i valori più significativi per creare una forte connessione con il nostro passato.

Partner strategici per i viaggi e il turismo   I musei danno modo di partecipare a un’esperienza comune, che le famiglie si tramandano di generazione in generazione, creando delle memorie condivise. Essi sono tesori nazionali che permettono ai nonni, ai genitori e ai bambini tutti insieme di rivivere la storia, di fare una scoperta scientifica o di meravigliarsi di fronte ad un’opera d’arte. I musei sono al terzo posto tra le mete preferite per le vacanze delle famiglie. Un terzo degli americani dice di avere visitato un museo d’arte, un museo di storia, un acquario, uno zoo, un orto botanico, o un centro scientifico o tecnologico negli ultimi sei mesi. Quasi un quarto vi è stato nell’ultimo anno. I turisti che visitano i musei spendono per il loro viaggio quasi il doppio di coloro che non li frequentano. Le famiglie che si recano a visitare i siti storici, spendono una media di 722 dollari per ogni visita, escluso il trasferimento alla destinazione.

Elementi chiave nell’attrarre e trattenere attività commerciali di rilievo   Il concetto della qualità della vita contribuisce in modo significativo alle decisioni che gli investitori prendono nello scegliere dove ri-localizzare il loro business. Per attrarre e trattenere la migliore forza lavoro possibile, la valutazione del luogo geografico non viene fatta solo sulla base delle scuole e degli incentivi fiscali, ma anche delle risorse culturali disponibili, inclusa l’esistenza di una comunità museale molto attiva. Un’indagine sul mercato del lavoro nel settore dell’alta tecnologia, condotta da KPMG nel 1998, su un campione di più di 1,200 lavoratori di high-technology, ha esaminato i fattori associati all’attrattiva del nuovo posto di lavoro. Ebbene, si è scoperto che la “qualità della vita della comunità” era il secondo fattore in termini di importanza – preceduto solo dalla voce dello stipendio, e più importante di altre voci come benefits, compartecipazione azionaria, o solidità della società.

Secondo una nota recente dell’Associazione dei Governatori: “Persino nelle nuove regioni con maggiore successo economico, i referenti municipali hanno incominciato a compartecipare ai beni artistici e culturali, riconoscendo che essi sono essenziali alla qualità della vita, che è - a sua volta - necessaria a sostenere la crescita nella new economy”.

Supporto alla comunità   Se i musei sono principalmente organizzazioni basate sulla comunità, tese ad arricchire quelle stesse comunità, quale ruolo svolgono i cittadini americani nel sostenere i loro musei? I cittadini americani donano il loro tempo, prestando servizio come docenti nei musei, conducendo visite guidate, gestendo programmi per bambini in età scolare, o negozi di oggetti regalo presenti nei musei, e a volte persino facendo giardinaggio o partecipando alla manutenzione della pulizia dell’area circostante il museo.
  • Tra gli americani dai 18 anni in su, uno su 480 è un volontario presso un museo.
  • Gli americani svolgono un’azione di lobbying presso il governo, per sostenere il loro museo, organizzano campagne per ottenere fondi municipali, regionali o nazionali, o per altri tipi di supporto per quei musei.
  • Gli Americani finanziano gran parte del budget del museo.
La parte del codice tributariodegli Stati Uniti 501 C (3) dice: Per essere una organizzazione esente da tasse – come descritto dalla legge denominata comunemente IRC Section 501(c)(3) del Codice – un'organizzazione deve essere organizzata e gestita esclusivamente come ente di questa natura: caritatevole, religiosa, scolastica, scientifica, letteraria, che testi e garantisca la sicurezza pubblica, che sia volta a promuovere le competizioni nazionali o internazionali sportive amatoriali, e che si occupi della prevenzione della crudeltà nei confronti dei minori o degli animali. Nessun provento di queste organizzazioni può essere destinato ad azionisti privati o individui. In aggiunta, non può cercare di influenzare la legge come parte sostanziale delle sue attività e non può partecipare ad alcuna campagna a favore o contro candidati politici.

Il termine “caritatevole” è usato nella sua accezione legale comunemente accettata e comprende l’aiuto agli indigenti, ai bisognosi, agli oppressi; lo sviluppo della religione; l’avanzamento dell’istruzione o della scienza; la costruzione o la manutenzione di edifici pubblici, monumenti o altri lavori a favore dei cittadini; alleggerire il carico tributario dello stato; alleviare le tensioni all’interno della comunità; eliminare il pregiudizio e la discriminazione; difendere i diritti umani e civili garantiti dalla legge; combattere l’indebolimento della comunità e la delinquenza giovanile.

Il risultato di questo stato giuridico che permette l’esenzione dalle tasse, che è facilmente ottenibile e largamente usato, è che gli individui e le società, quando compilano la dichiarazione annuale delle tasse, possono ridurre l’importo dovuto, per l’equivalente della somma versata come donazioni a favore di organizzazioni che godono di questo status. Tutti i musei americani, ma anche molte altre organizzazioni no-profit, ottengono aiuti finanziari notevoli da individui e società.

Per ottenere lo status 501.c.3, un'organizzazione no-profit deve avere uno statuto e un consiglio d’amministrazione. Devono dichiarare le tasse all’equivalente del nostro Ministero delle Finanze spiegando che hanno i requisiti neccessari per quanto riguarda l’assunzione e la gestione del loro personale, l’impiego dei loro fondi e le spese generali.

Per cui, da musei come il “ Museo di Arte Europea” nell’Hotel Bellagio di Steve Wynn a Las Vegas, al Metropolitan di New York, al “Museo del Martedì Grasso” a New Orleans, al “Rancho las Golondrinas” a Santa Fe, al “Huntington Gardens”, a San Marino, California, il sistema di musei pubblici e privati basato sulla comunità è più che mai vivo e gode di ottima salute, e attraverso l’ampio supporto della comunità, è destinato a durare a lungo.

III.  La cultura oltre oceano
Penso sia utile ora fare una panoramica di ciò che veramente fa il Console per la Stampa e la Cultura del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, a sostegno della cultura. Amministriamo due importanti programmi di scambio, informiamo le persone sulle opportunità di studio negli Stati Uniti, pubblichiamo sul nostro sito e su pubblicazioni varie una serie di documenti per spiegare la cultura negli USA, teniamo conferenze sulla cultura americana, forniamo il patrocinio ad eventi centrati sugli Stati Uniti e sosteniamo attività culturali occasionali come il nostro budget limitato ci consente di fare.

Scambi culturali: il programma “International Visitor Leadership”   Il Programma International Visitor Leadership nasce negli anni '40, epoca in cui un giovanissimo Nelson Rockefeller venne nominato dal Dipartimento di Stato “Coordinatore per gli Affari Commerciali e Culturali in America Latina”. Rockefeller aveva deciso di dar vita ad un programma di soggiorno negli Stati Uniti per giovani leader latino-americani. L’Europa venne inclusa nel programma dopo la seconda guerra mondiale. A partire dagli anni '40, gli Stati Uniti inviarono migliaia di giovani tedeschi in America per contribuire alla ricostruzione delle istituzioni democratiche della Germania del dopoguerra e per far nascere una nuova generazione di leader. Qualcosa di simile è stato realizzato all’inizio degli anni '90 con i paesi dell’ex Unione Sovietica.

Oggi, il Programma International Visitor Leadership è un progetto di scambi culturali del Dipartimento di Stato. Vi hanno preso parte, tra gli altri, più di 150 capi di stato e di governo, alcuni dei quali ancora in carica. Della lista fanno parte anche tre Presidenti della Repubblica Italiana: Cossiga, Scalfaro, Saragat.

Il Programma IVL si basa sull’idea di dare la possibilità a giovani brillanti di ogni parte del mondo di soggiornare negli Stati Uniti per meglio comprendere l’America, il suo sistema di governo, le sue tradizioni, la sua gente e la sua cultura.

IPAM – International Partnership Among Museums ovvero la partnership internazionale fra i musei   Ogni anno, l’Associazione Americana dei Musei e il Dipartimento di Stato USA lavorano assieme per realizzare la Partnership Internazionale fra i Musei. La IPAM dà ai musei l’opportunità di realizzare un progetto con un partner internazionale e stabilire legami a lungo termine in un’altra parte del mondo. La IPAM è un programma di scambio fra istituzioni dello stesso tipo e allo stesso livello, amministrato dall’Associazione dei Musei Americani (AAM), con il sostegno fondamentale dell’Ufficio degli Affari Culturali ed Educativi del Dipartimento di Stato. Il progetto è una partnership di tre anni per lo scambio di personale di medio livello per soggiorni della durata di trentuno giorni durante i quali lavorano con i loro partners e nel museo dei loro partners.

I costi di questo scambio sono sostenuti dal Dipartimento di Stato.

I benefici a lungo termine dell’IPAM sono largamente provati. 98 % dei musei partecipanti dichiarano di esere stati molto soddisfatti da questa esperienza e la raccomandano ad altre istituzioni. Più dell’85% delle istituzioni americane partecipanti continuano qualche forma di attività di scambio dopo che l’IPAM è terminata, e a seguito dello scambio, il 75% dei musei sono stati in grado di raccogliere fondi ulteriori per ingrandirsi oltre il progetto IPAM originale.

Poichè solo un museo italiano ha partecipato a questa iniziativa, per favore fatemi sapere se questo vi può interessare. Faremo in modo che possiate fare domanda.

Scambi educativi: il programma di scholarship J. William Fulbright e l’istruzione americana   Il Senatore James William Fulbright formulò una proposta nel 1946 per un programma di scambi universitari fra gli Stati Uniti ed altri paesi, inizialmente in Europa, e poi nel resto del mondo. In Italia il primo accordo fu stipulato il 18 dicembre 1948. Dal 1968, il Governo Italiano ha contribuito finanziariamente al programma Fulbright.

La Commissione per gli Scambi Culturali fra Italia e gli Stati Uniti seleziona gli assegnatari delle borse di studio, italiani e americani, in base a concorsi nazionali, rispecchiando in tutte queste fasi di attività, gli interessi culturali e scientifici d’ Italia e Stati Uniti. Ogni anno, circa quarantacinque persone partecipanno al programma Fulbright Italia. Dall’inizio del programma nel lontano 1948, hanno partecipato un totale di circa 250,000 persone.

La Commissione opera su scala nazionale, raggiungendo non solo tutti i centri universitari e culturali in genere ma anche zone periferiche comunque più lontane dall'abituale flusso degli scambi internazionali. La Commissione fornisce alle università italiane:
  1. Assistenza e consulenza a studenti, laureati, ricercatori e docenti in merito a possibilità di studio e/o ricerca negli Stati Uniti.
  2. Assistenza e consulenza a dipartimenti e facoltà in merito ad accordi interuniversitari con istituti americani.
  3. Integrazione di borse di studio e specializzazione negli Stati Uniti per laureati e docenti.
  4. Collaborazione continuata e strutturata con gli Uffici per le Relazioni Internazionali.
  5. Collaborazione e contributi finanziari per l'istituzione di incarichi di insegnamento per studiosi americani ed italiani presso università italiane e statunitensi (Fulbright Chairs).
  6. Contributi finanziari e assistenza per il programma Intercountry: possibilità per le università italiane di invitare borsisti Fulbright americani che si trovano in Europa.
L’istruzione negli USA   Abbiamo un sito internet, educationusa.state.gov, che contiene informazioni sullo studio negli Stati Uniti, con notizie sia su corsi universitari che post-universitari. Grazie a questo sito, si può anche accedere a consulenti che sono in grado di rispondere a domande specifiche sullo studio negli USA.

Pubblicazioni: Le arti in america, etc.   Attraverso pubblicazioni cartacee e grazie al nostro sito internet forniamo informazioni, sia in italiano sia in inglese, sulla cultura, la società, l’istruzione negli Stati Uniti. Pubblichiamo materiale in entrambe le lingue (come la nuova serie di riviste elettroniche Gli Stati Uniti nel 2005: Chi Siamo Oggi) e pubblicazioni su: Le Arti in America, e Musulmani in America, i documenti sulla Storia, sul Governo, sull’Economia, sulla Geografia, sulla Letteratura e sul Sistema Legale in America.

Relatori americani   I Funzionari dell’Ambasciata Americana di Roma e del Consolato USA di Milano spesso si rendono disponibili per conferenze e discorsi pubblici sulla cultura negli USA, ma quando l’argomento non ci è così familiare, invitiamo dei conferenzieri cittadini americani dagli Stati Uniti o da altri paesi europei, a nostre spese, che siano esperti in aree di grande importanza per le relazioni bilaterali.

Patrocinio   Molto spesso ci viene chiesto di finanziare programmi culturali di alto profilo, o di aiutare istituzioni culturali di vario genere. Nella maggioranza dei casi la legge statunitense ci proibisce di fare questo. Ma uno strumento che possiamo utilizzare è concedere il patrocinio. Per eventi che hanno come tema centrale gli Stati Uniti e con una componente significativa statunitense possiamo fornire una lettera ufficiale che conceda il patrocinio a sostegno dell’iniziativa. Questi programmi sono autorizzati ad usare il logo del Consolato USA di Milano, e devono citare il Consolato come ente patrocinante e sostenitore dell’iniziativa. Mentre il patrocinio non fa affluire fondi governativi ufficiali all’evento in questione, dà la nostra approvazione e dichiara il nostro interesse nei confronti dell’evento. Questo molto spesso è utile a far confluire sostegni finanziari da parte di altre istituzioni.

Programmi culturali specifici   Infine, partecipiamo a programmi specifici in Italia. Questi programmi ci danno l’opportunità di mettere in risalto la cultura statunitense e assicurare la nostra partecipazione ad eventi culturali di alto livello.

Uno di questi eventi viene organizzato regolarmente – ogni due anni, per essere esatti. Per molti anni il Dipartimento di Stato ha sostenuto la presenza di un artista statunitense ufficiale alla Biennale dell’Arte di Venezia. Quest’anno sono felice di annunciare che l’artista Ed Ruscha, che vive e lavora a Los Angeles, sarà il nostro artista ufficiale. Ma quando la Biennale aprirà il 12 giugno, per quest’anno ci sarà anche un altro partecipante sponsorizzato dal governo statunitense. Lo Smithsonian Institution’s National Museum of the American Indian (Il Museo Nazionale degli Indiani d’America – parte dello Smithsonian Institution), sponsorizzerà la presenza di un Artista Nativo Americano specializzato in installazioni, James Luna. Sappiamo che in totale verrano esposte opere di circa 14 – 20 artisti americani all’Arsenale, al Querini Stampalia, e nelle principali aree espositive. Per cui vi invito ad andare a vedere le opere di questi artisti americani.

Tutti gli altri programmi che sosteniamo ci vengono annunciati con largo anticipo rispetto alla data dell’evento, ci vengono spiegati i progetti in dettaglio, e ci viene richiesto un aiuto finanziario per sovvenzionare la presenza di un artista americano. Quest’anno contribuiremo allo svolgimento di due eventi in particolare: una conferenza e un concerto dedicati al maestro del bebop Charlie Parker (che stiamo progettando in collaborazione con la Scuola Civica Jazz di Milano, l’Università Bocconi e il Festival del Jazz di Iseo) e il festival annuale di Cecina, per il quale porteremo una compagnia di balletto americana.

Verso la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo speriamo di poter avere l’Ambasciatore Culturale Daniel Libeskind a Padova, per l’inaugurazione del monumento di commermorazione per le vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Speriamo anche di avere il fotografo Joel Meyerowitz a Genova per inaugurare una mostra di sue fotografie di Ground Zero a New York dopo che il World Trade Center è crollato, alla presenza di rappresentanti delle comunità Ebraica, Musulmana e Cristiana locali.

IV.  Conclusioni
Dopo che vi ho descritto tutte queste attività, spero che abbiate l’impressione che al Consolato di Milano siamo molto impegnati e attivi. Certamente noi lo pensiamo. Ma anche con tutto questo, penso che vi renderete conto che il nostro contributo agli scambi culturali fra Stati Uniti e Italia è piccolo. Fortunatamente, tuttavia, proprio come la cultura in generale, e in modo specifico la gestione museale, che sono largamente nelle mani dei nostri cittadini, la maggior parte degli scambi culturali fra i nostri due paesi avvengono privatamente.

Vi sono estremamente riconoscente per essere stati così pazienti con il mio italiano durante il mio intervento. Il mio obiettivo è stato quello di presentarvi un sistema alternativo di organizzare la cultura, e dimostrare che questo modello funziona negli Stati Uniti. La nostra cultura non è mai stata così vitale. Ed ora ascolterò con vivo interesse le impressioni sugli Stati Uniti che Paola Bonifacio ha raccolto durante il suo recente viaggio, e come Lei pensa di mantenere vivi i contatti che ha stabilito nel corso della sua visita.

Grazie.

    Home |  Contact Us |  Privacy |  Webmaster BACK to News and Events