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uona Sera. Oggi vorrei parlare di tre argomenti che sono sicuro nel corso della mia presentazione troverete di crescente interesse:
come gli Stati Uniti organizzano la cultura,
il mondo museale statunitense,
la Cultura e il Consolato Generale di Milano.
Verso quale cultura americana Sembrerebbe che la cultura non sia fiorente negli USA. Ma la buona notizia è che questa divisione di responsabilità fra settore pubblico e privato sembra funzionare. La grande novità nel mondo culturale americano negli ultimi venticinque anni è che la cultura, che inizialmente si concentrava solo nelle città di New York, Chicago, Washington e San Francisco, si è diffusa nel resto del paese, attraverso importanti centri culturali regionali emergenti, che hanno visto i propri lavori finalmente trovare la strada per i teatri e le gallerie delle principali città. La cultura americana continua a essere estremamente vitale sia all’interno del paese che a livello internazionale. Basta pensare alla cultura che esportiamo: Musica:
II. I musei americani Avendo parlato del contesto culturale generale in cui operano i musei americani, vorrei ora parlare di questi musei in modo più specifico. Ancora una volta vorrei iniziare parlando di due dei maggiori musei e sistemi di gestione museale degli Stati Uniti, e da qui generalizzare offrendovi alcune osservazioni su come i musei siano più che mai distribuiti sul territorio e godano di ottima salute, cercando di capire le ragioni per cui operano in questo modo. Vorrei innanzitutto parlarvi dello Smithsonian Institution, il nostro museo federale. Il nostro museo federale: lo Smithsonian Institution È stato creato da un Decreto Legge del 10 Agosto 1846 “per fondare a Washington, col nome di Smithsonian Institution, una fondazione per l’aumento e la diffusione della conoscenza tra gli uomini”. Questa istituzione, a cui venne dato il nome di un cittadino britannico chiamato James Smithson, che per altro non mise mai piede negli Stati Uniti, ma il cui testamento includeva una clausola originale per cui voleva che venisse fondato un museo nel mio paese, svolge le seguenti funzioni:
Lo Smithsonian Institution ha 2,100,000 soci iscritti. Parlerò delle iscrizioni più avanti. Le attività dello Smithsonian sono sostenute da:
L’associazione americana dei musei Sebbene lo Smithsonian sia il nostro principale sistema museale nazionale, la vasta maggioranza dei nostri musei è privata, o gestita da vari livelli governativi diversi da quello nazionale. Fortunatamente, esiste una associazione professionale che unisce i circa 15,500 musei di vario genere. È la “American Association of Museums” (Associazione dei Musei Americani). La AAM è l’unica organizzazione che rappresenta l’intera gamma di musei e professionisti, e staff di volontari che lavorano per e con i musei. La AAM attualmente rappresenta più di 16,000 membri – 11,500 tra professionisti e volontari, 3,100 istituzioni, e 1,700 membri societari. I soci individuali ricoprono tutto l’arco di incarichi all’interno dei musei, inclusi direttori, curatori, archivisti, educatori, curatori di mostre, incaricati di pubbliche relazioni e comunicazione, funzionari incaricati allo sviluppo, alla sicurezza, fiduciari ed amministratori, volontari. La AAM ha un sito internet che potete trovare al www.aam-us.org. I nostri musei significano molto per noi negli Stati Uniti. Mentre esistono musei grandi, famosi e importanti, ogni comunità sembra avere i propri musei pubblici e privati. Infatti, il 90 per cento di tutte le contee americane ha musei affiliati alla AAM. Questi musei variano fra musei della “Società Storica Locale” alla “Rock and Roll Hall of Fame “ cioè la “Galleria delle Celebrità del Rock and Roll”. Questi sono l’orgoglio e la gioia delle comunità. Uno studio del 1999 condotto da Lake, Snell e Perry ha riportato che “I musei americani hanno una media di 865 milioni di visitatori all’anno, o 2,300,000 mila visitatori al giorno.” La definizione di “museo” Così vi chiederete come noi definiamo i musei. C’è una grande diversità di opinioni su ciò che costituisce un museo. Il Codice Etico per i Musei emesso dalla AAM, indica che il loro comune denominatore è quello di “offrire un contributo speciale al pubblico, collezionando, conservando, e interpretando gli oggetti di questo mondo”. Il codice inoltre definisce anche la varietà delle dimensioni e dei tipi di museo: “Il loro numero totale include sia i musei governativi che i musei privati di antropologia, storia dell’arte e storia naturale, gli acquari, gli orti botanici, i centri d’arte, i giardini botanici, i musei per bambini, i siti storici, i centri naturistici, i planetari, i centri scientifici e tecnologici e gli zoo”. Per poter partecipare al programma di accreditamento presso la AAM, un museo deve avere i seguenti requisiti:
Musei nella comunità Perché gli Americani sono così interessati al loro musei? Innanzi tutto, il primo impulso per la fondazione di un museo parte normalmente dall’iniziativa di un privato cittadino o di un gruppo di cittadini. I musei non sono quasi mai creati su indicazione del governo. È vero però che i musei operano anche nell’interesse pubblico, fungono da centri di sapere, proteggono il nostro patrimonio ereditario, portano visitatori e arricchiscono le nostre comunità. Le istituzioni civili I musei godono – nella straordinaria varietà delle comunità sparse su tutto il territorio, che li hanno creati e sostenuti – di un legame profondamente radicato con la loro comunità di riferimento, che è una loro speciale prerogativa. I musei vengono visitati da cittadini americani di ogni ceto sociale ed istruzione. I gruppi scolastici sono accompagnati in pullman a visitare i musei della zona per rafforzare il loro orgoglio di comunità locale. Come ho detto prima, i musei hanno un’alta percentuale di visitatori. Quasi ogni comunità ha un museo – sebbene circa il 75% di essi sia catalogato tra i piccoli musei. Il 43% dei musei sono dislocati in aree rurali. Più della metà (56.6%) dei musei è ad accesso gratuito, e tra i musei che impongono un prezzo di accesso, il 58.7% offre delle giornate a ingresso libero. Gli abitanti della zona lavorano regolarmente presso questi musei locali oppure offrono volontariamente parte del loro tempo. I musei che lavorano nell’interesse pubblico L’istruzione pubblica, nel senso più ampio del termine, è meglio servita non solo dalle nostre scuole e biblioteche, ma anche dai musei. Funzionando come centri per la comunità, essi offrono a tutti accesso al patrimonio culturale e naturale della nazione. Il loro ruolo speciale nell’istruzione pubblica è incentrato sulla capacità dei musei di fornire al pubblico un luogo interattivo, basato su oggetti, per meglio comprendere la comunità, il nostro paese e il mondo. Dai musei d’arte agli zoo, i musei sono luoghi di ritrovo per persone che desiderano incontrarsi e passare del tempo con la famiglia e con gli amici. Il pubblico quindi si avvantaggia dei molti servizi che un museo fornisce alla sua comunità. Centri di apprendimento Il ruolo educativo dei musei è il punto focale del servizio che essi forniscono al pubblico. Persone di tutte le età e origine sociale vengono ad imparare dalle collezioni, dalle mostre e dai programmi creati dai musei, attraverso le loro ricerche e borse di studio. Una recente indagine a livello nazionale indica che gli americani vedono i musei come una delle risorse più importanti per educare i loro bambini e come una delle fonti più affidabili per avere un’informazione imparziale e obiettiva. I musei spendono annualmente più di 1 miliardo per fornire più di 18 milioni di ore di istruzione per programmi educativi, come i corsi di aggiornamento per gli insegnanti, visite guidate sul campo, visite dello staff dei musei alle scuole, e mostre itineranti organizzate presso le scuole. Circa 11,000 musei americani forniscono programmi educativi fino al livello K-12 (corrispondente all'incirca alla nostra scuola media). La maggior parte dei musei che offrono programmi educativi in matematica, scienze, arte, e storia, utilizzano regolari piani di studio locali, per dare forma ai loro programmi per l’istruzione. Circa 9 americani su 10 (87%) trovano che i musei siano la fonte d’informazione più affidabile o per lo meno una delle fonti più affidabili. Protettori della nostra eredità artistica, storica, scientifica e culturale Organizzati come public trusts, fondazioni pubbliche, i musei americani sono fondati sulla tradizione del servizio pubblico e mantengono le loro collezioni e le informazioni che producono per poter offrire un servizio a coloro per cui sono stati creati. I musei spendono approssimativamente 1,1 miliardi di dollari all'anno per la cura di più di 750 milioni di oggetti ed esemplari viventi nelle loro collezioni. Il 93% di tutti i musei possiede una collezione permanente. In un’indagine recente, gli americani mettono al primo posto le loro famiglie, e al secondo posto indicano i manufatti autentici presso i musei storici e i siti storici come i valori più significativi per creare una forte connessione con il nostro passato. Partner strategici per i viaggi e il turismo I musei danno modo di partecipare a un’esperienza comune, che le famiglie si tramandano di generazione in generazione, creando delle memorie condivise. Essi sono tesori nazionali che permettono ai nonni, ai genitori e ai bambini tutti insieme di rivivere la storia, di fare una scoperta scientifica o di meravigliarsi di fronte ad un’opera d’arte. I musei sono al terzo posto tra le mete preferite per le vacanze delle famiglie. Un terzo degli americani dice di avere visitato un museo d’arte, un museo di storia, un acquario, uno zoo, un orto botanico, o un centro scientifico o tecnologico negli ultimi sei mesi. Quasi un quarto vi è stato nell’ultimo anno. I turisti che visitano i musei spendono per il loro viaggio quasi il doppio di coloro che non li frequentano. Le famiglie che si recano a visitare i siti storici, spendono una media di 722 dollari per ogni visita, escluso il trasferimento alla destinazione. Elementi chiave nell’attrarre e trattenere attività commerciali di rilievo Il concetto della qualità della vita contribuisce in modo significativo alle decisioni che gli investitori prendono nello scegliere dove ri-localizzare il loro business. Per attrarre e trattenere la migliore forza lavoro possibile, la valutazione del luogo geografico non viene fatta solo sulla base delle scuole e degli incentivi fiscali, ma anche delle risorse culturali disponibili, inclusa l’esistenza di una comunità museale molto attiva. Un’indagine sul mercato del lavoro nel settore dell’alta tecnologia, condotta da KPMG nel 1998, su un campione di più di 1,200 lavoratori di high-technology, ha esaminato i fattori associati all’attrattiva del nuovo posto di lavoro. Ebbene, si è scoperto che la “qualità della vita della comunità” era il secondo fattore in termini di importanza – preceduto solo dalla voce dello stipendio, e più importante di altre voci come benefits, compartecipazione azionaria, o solidità della società. Secondo una nota recente dell’Associazione dei Governatori: “Persino nelle nuove regioni con maggiore successo economico, i referenti municipali hanno incominciato a compartecipare ai beni artistici e culturali, riconoscendo che essi sono essenziali alla qualità della vita, che è - a sua volta - necessaria a sostenere la crescita nella new economy”. Supporto alla comunità Se i musei sono principalmente organizzazioni basate sulla comunità, tese ad arricchire quelle stesse comunità, quale ruolo svolgono i cittadini americani nel sostenere i loro musei? I cittadini americani donano il loro tempo, prestando servizio come docenti nei musei, conducendo visite guidate, gestendo programmi per bambini in età scolare, o negozi di oggetti regalo presenti nei musei, e a volte persino facendo giardinaggio o partecipando alla manutenzione della pulizia dell’area circostante il museo.
Il termine “caritatevole” è usato nella sua accezione legale comunemente accettata e comprende l’aiuto agli indigenti, ai bisognosi, agli oppressi; lo sviluppo della religione; l’avanzamento dell’istruzione o della scienza; la costruzione o la manutenzione di edifici pubblici, monumenti o altri lavori a favore dei cittadini; alleggerire il carico tributario dello stato; alleviare le tensioni all’interno della comunità; eliminare il pregiudizio e la discriminazione; difendere i diritti umani e civili garantiti dalla legge; combattere l’indebolimento della comunità e la delinquenza giovanile. Il risultato di questo stato giuridico che permette l’esenzione dalle tasse, che è facilmente ottenibile e largamente usato, è che gli individui e le società, quando compilano la dichiarazione annuale delle tasse, possono ridurre l’importo dovuto, per l’equivalente della somma versata come donazioni a favore di organizzazioni che godono di questo status. Tutti i musei americani, ma anche molte altre organizzazioni no-profit, ottengono aiuti finanziari notevoli da individui e società. Per ottenere lo status 501.c.3, un'organizzazione no-profit deve avere uno statuto e un consiglio d’amministrazione. Devono dichiarare le tasse all’equivalente del nostro Ministero delle Finanze spiegando che hanno i requisiti neccessari per quanto riguarda l’assunzione e la gestione del loro personale, l’impiego dei loro fondi e le spese generali. Per cui, da musei come il “ Museo di Arte Europea” nell’Hotel Bellagio di Steve Wynn a Las Vegas, al Metropolitan di New York, al “Museo del Martedì Grasso” a New Orleans, al “Rancho las Golondrinas” a Santa Fe, al “Huntington Gardens”, a San Marino, California, il sistema di musei pubblici e privati basato sulla comunità è più che mai vivo e gode di ottima salute, e attraverso l’ampio supporto della comunità, è destinato a durare a lungo. III. La cultura oltre oceano Penso sia utile ora fare una panoramica di ciò che veramente fa il Console per la Stampa e la Cultura del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, a sostegno della cultura. Amministriamo due importanti programmi di scambio, informiamo le persone sulle opportunità di studio negli Stati Uniti, pubblichiamo sul nostro sito e su pubblicazioni varie una serie di documenti per spiegare la cultura negli USA, teniamo conferenze sulla cultura americana, forniamo il patrocinio ad eventi centrati sugli Stati Uniti e sosteniamo attività culturali occasionali come il nostro budget limitato ci consente di fare. Scambi culturali: il programma “International Visitor Leadership” Il Programma International Visitor Leadership nasce negli anni '40, epoca in cui un giovanissimo Nelson Rockefeller venne nominato dal Dipartimento di Stato “Coordinatore per gli Affari Commerciali e Culturali in America Latina”. Rockefeller aveva deciso di dar vita ad un programma di soggiorno negli Stati Uniti per giovani leader latino-americani. L’Europa venne inclusa nel programma dopo la seconda guerra mondiale. A partire dagli anni '40, gli Stati Uniti inviarono migliaia di giovani tedeschi in America per contribuire alla ricostruzione delle istituzioni democratiche della Germania del dopoguerra e per far nascere una nuova generazione di leader. Qualcosa di simile è stato realizzato all’inizio degli anni '90 con i paesi dell’ex Unione Sovietica. Oggi, il Programma International Visitor Leadership è un progetto di scambi culturali del Dipartimento di Stato. Vi hanno preso parte, tra gli altri, più di 150 capi di stato e di governo, alcuni dei quali ancora in carica. Della lista fanno parte anche tre Presidenti della Repubblica Italiana: Cossiga, Scalfaro, Saragat. Il Programma IVL si basa sull’idea di dare la possibilità a giovani brillanti di ogni parte del mondo di soggiornare negli Stati Uniti per meglio comprendere l’America, il suo sistema di governo, le sue tradizioni, la sua gente e la sua cultura. IPAM – International Partnership Among Museums ovvero la partnership internazionale fra i musei Ogni anno, l’Associazione Americana dei Musei e il Dipartimento di Stato USA lavorano assieme per realizzare la Partnership Internazionale fra i Musei. La IPAM dà ai musei l’opportunità di realizzare un progetto con un partner internazionale e stabilire legami a lungo termine in un’altra parte del mondo. La IPAM è un programma di scambio fra istituzioni dello stesso tipo e allo stesso livello, amministrato dall’Associazione dei Musei Americani (AAM), con il sostegno fondamentale dell’Ufficio degli Affari Culturali ed Educativi del Dipartimento di Stato. Il progetto è una partnership di tre anni per lo scambio di personale di medio livello per soggiorni della durata di trentuno giorni durante i quali lavorano con i loro partners e nel museo dei loro partners. I costi di questo scambio sono sostenuti dal Dipartimento di Stato. I benefici a lungo termine dell’IPAM sono largamente provati. 98 % dei musei partecipanti dichiarano di esere stati molto soddisfatti da questa esperienza e la raccomandano ad altre istituzioni. Più dell’85% delle istituzioni americane partecipanti continuano qualche forma di attività di scambio dopo che l’IPAM è terminata, e a seguito dello scambio, il 75% dei musei sono stati in grado di raccogliere fondi ulteriori per ingrandirsi oltre il progetto IPAM originale. Poichè solo un museo italiano ha partecipato a questa iniziativa, per favore fatemi sapere se questo vi può interessare. Faremo in modo che possiate fare domanda. Scambi educativi: il programma di scholarship J. William Fulbright e l’istruzione americana Il Senatore James William Fulbright formulò una proposta nel 1946 per un programma di scambi universitari fra gli Stati Uniti ed altri paesi, inizialmente in Europa, e poi nel resto del mondo. In Italia il primo accordo fu stipulato il 18 dicembre 1948. Dal 1968, il Governo Italiano ha contribuito finanziariamente al programma Fulbright. La Commissione per gli Scambi Culturali fra Italia e gli Stati Uniti seleziona gli assegnatari delle borse di studio, italiani e americani, in base a concorsi nazionali, rispecchiando in tutte queste fasi di attività, gli interessi culturali e scientifici d’ Italia e Stati Uniti. Ogni anno, circa quarantacinque persone partecipanno al programma Fulbright Italia. Dall’inizio del programma nel lontano 1948, hanno partecipato un totale di circa 250,000 persone. La Commissione opera su scala nazionale, raggiungendo non solo tutti i centri universitari e culturali in genere ma anche zone periferiche comunque più lontane dall'abituale flusso degli scambi internazionali. La Commissione fornisce alle università italiane:
Pubblicazioni: Le arti in america, etc. Attraverso pubblicazioni cartacee e grazie al nostro sito internet forniamo informazioni, sia in italiano sia in inglese, sulla cultura, la società, l’istruzione negli Stati Uniti. Pubblichiamo materiale in entrambe le lingue (come la nuova serie di riviste elettroniche Gli Stati Uniti nel 2005: Chi Siamo Oggi) e pubblicazioni su: Le Arti in America, e Musulmani in America, i documenti sulla Storia, sul Governo, sull’Economia, sulla Geografia, sulla Letteratura e sul Sistema Legale in America. Relatori americani I Funzionari dell’Ambasciata Americana di Roma e del Consolato USA di Milano spesso si rendono disponibili per conferenze e discorsi pubblici sulla cultura negli USA, ma quando l’argomento non ci è così familiare, invitiamo dei conferenzieri cittadini americani dagli Stati Uniti o da altri paesi europei, a nostre spese, che siano esperti in aree di grande importanza per le relazioni bilaterali. Patrocinio Molto spesso ci viene chiesto di finanziare programmi culturali di alto profilo, o di aiutare istituzioni culturali di vario genere. Nella maggioranza dei casi la legge statunitense ci proibisce di fare questo. Ma uno strumento che possiamo utilizzare è concedere il patrocinio. Per eventi che hanno come tema centrale gli Stati Uniti e con una componente significativa statunitense possiamo fornire una lettera ufficiale che conceda il patrocinio a sostegno dell’iniziativa. Questi programmi sono autorizzati ad usare il logo del Consolato USA di Milano, e devono citare il Consolato come ente patrocinante e sostenitore dell’iniziativa. Mentre il patrocinio non fa affluire fondi governativi ufficiali all’evento in questione, dà la nostra approvazione e dichiara il nostro interesse nei confronti dell’evento. Questo molto spesso è utile a far confluire sostegni finanziari da parte di altre istituzioni. Programmi culturali specifici Infine, partecipiamo a programmi specifici in Italia. Questi programmi ci danno l’opportunità di mettere in risalto la cultura statunitense e assicurare la nostra partecipazione ad eventi culturali di alto livello. Uno di questi eventi viene organizzato regolarmente – ogni due anni, per essere esatti. Per molti anni il Dipartimento di Stato ha sostenuto la presenza di un artista statunitense ufficiale alla Biennale dell’Arte di Venezia. Quest’anno sono felice di annunciare che l’artista Ed Ruscha, che vive e lavora a Los Angeles, sarà il nostro artista ufficiale. Ma quando la Biennale aprirà il 12 giugno, per quest’anno ci sarà anche un altro partecipante sponsorizzato dal governo statunitense. Lo Smithsonian Institution’s National Museum of the American Indian (Il Museo Nazionale degli Indiani d’America – parte dello Smithsonian Institution), sponsorizzerà la presenza di un Artista Nativo Americano specializzato in installazioni, James Luna. Sappiamo che in totale verrano esposte opere di circa 14 – 20 artisti americani all’Arsenale, al Querini Stampalia, e nelle principali aree espositive. Per cui vi invito ad andare a vedere le opere di questi artisti americani. Tutti gli altri programmi che sosteniamo ci vengono annunciati con largo anticipo rispetto alla data dell’evento, ci vengono spiegati i progetti in dettaglio, e ci viene richiesto un aiuto finanziario per sovvenzionare la presenza di un artista americano. Quest’anno contribuiremo allo svolgimento di due eventi in particolare: una conferenza e un concerto dedicati al maestro del bebop Charlie Parker (che stiamo progettando in collaborazione con la Scuola Civica Jazz di Milano, l’Università Bocconi e il Festival del Jazz di Iseo) e il festival annuale di Cecina, per il quale porteremo una compagnia di balletto americana. Verso la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo speriamo di poter avere l’Ambasciatore Culturale Daniel Libeskind a Padova, per l’inaugurazione del monumento di commermorazione per le vittime degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001. Speriamo anche di avere il fotografo Joel Meyerowitz a Genova per inaugurare una mostra di sue fotografie di Ground Zero a New York dopo che il World Trade Center è crollato, alla presenza di rappresentanti delle comunità Ebraica, Musulmana e Cristiana locali. IV. Conclusioni Dopo che vi ho descritto tutte queste attività, spero che abbiate l’impressione che al Consolato di Milano siamo molto impegnati e attivi. Certamente noi lo pensiamo. Ma anche con tutto questo, penso che vi renderete conto che il nostro contributo agli scambi culturali fra Stati Uniti e Italia è piccolo. Fortunatamente, tuttavia, proprio come la cultura in generale, e in modo specifico la gestione museale, che sono largamente nelle mani dei nostri cittadini, la maggior parte degli scambi culturali fra i nostri due paesi avvengono privatamente. Vi sono estremamente riconoscente per essere stati così pazienti con il mio italiano durante il mio intervento. Il mio obiettivo è stato quello di presentarvi un sistema alternativo di organizzare la cultura, e dimostrare che questo modello funziona negli Stati Uniti. La nostra cultura non è mai stata così vitale. Ed ora ascolterò con vivo interesse le impressioni sugli Stati Uniti che Paola Bonifacio ha raccolto durante il suo recente viaggio, e come Lei pensa di mantenere vivi i contatti che ha stabilito nel corso della sua visita. Grazie. |
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