Corrado, Luciana e Giorgio Bearz. Nella foto in bianco e nero sopra, Paolo Bearz (a destra).
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razie Decano del Corpo Consolare e grazie Presidente dell’Associazione Italo Americana Dott. Cicogna. Illustri ospiti, amici di Paolo – siamo qui insieme a Luciana, amata moglie di Paolo, e ai loro figli Giorgio e Corrado per rendere omaggio ad un uomo che ha dedicato la propria vita a fare del mondo un luogo migliore. Paolo Bearz è stato un vero patriota e un diplomatico. La presenza questa sera di tante persone illustri dimostra la dedizione di Paolo alla sua famiglia, alla sua città, alla regione e soprattutto ai rapporti tra l’Italia del Nord Est e gli Stati Uniti d’America.
Paolo Bearz è stato un prezioso collaboratore del governo degli Stati Uniti per oltre 55 anni e ha servito Trieste rappresentando le migliori tradizioni di questa bellissima città.
Paolo Bearz è stato il punto di riferimento dell’America nell’Italia del Nord Est. È colui che ha insegnato a molti ambasciatori – e ai consoli generali – a comprendere ed apprezzare questa città unica e il suo valore per gli Stati Uniti. Egli ha inoltre contribuito a diffondere una maggiore comprensione degli Stati Uniti tra i suoi concittadini. Rimane fonte d’ispirazione per tutti noi che abbiamo lavorato con lui. Il suo entusiasmo per il lavoro, la sua rete di amici e colleghi nella regione, sono per noi un esempio di come l’impegno di una persona possa fare la differenza. La dedizione personale di Paolo e le sue doti diplomatiche hanno rafforzato i legami tra gli Stati Uniti, Trieste e questa regione.
Gli Stati Uniti d’America e Trieste vantano una relazione di lunga durata. Non a caso, uno dei primi Consolati Americani nel mondo, inaugurato nel 1797 dal primo presidente degli Stati Uniti George Washington, venne aperto proprio a Trieste. Per tutto il periodo iniziale della nostra storia repubblicana abbiamo mantenuto un rappresentante degli Stati Uniti in questo importante porto sull’Adriatico. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, quando agli alleati venne affidata la responsabilità di amministrare la regione, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna contribuirono a mantenerne la stabilità fino al ritorno di Trieste all’Italia. Nel 1954 la città tornò ad essere parte integrante della nazione italiana. Nel 2004 abbiamo celebrato con Paolo il 50esimo anniversario di quel momento di portata storica. Paolo aveva rievocato la sua esperienza con i militari degli Stati Uniti e aveva condiviso con noi i suoi ricordi sull’inizio di una nuova era per Trieste.
Paolo diede forma al termine “transformational diplomacy” – lo visse in prima persona. Se per un momento prendiamo in considerazione i durevoli contributi che Paolo ha dato alle relazioni tra Italia e Stati Uniti, vediamo scorrere davanti agli occhi la storia che ha cambiato le nostre vite.
Paolo iniziò la sua carriera diplomatica quando il Consolato degli Stati Uniti riaprì nel 1955. Servì durante l’Amministrazione del Presidente Eisenhower come Specialista Economico e Politico. La sua era una posizione delicata, perché questa città era l’avanposto da questa parte della “Cortina di Ferro”, e le relazioni dell’Occidente con la Yugoslavia erano complesse e delicate, particolarmente ai confini con l’Europa Orientale.
Paolo lavorò in modo molto versatile per rafforzare le relazioni tra Italia e Stati Uniti per tutto il periodo della Guerra Fredda. Per più di dodici anni, nel periodo più buio della Guerra Fredda, Paolo servì come Information Specialist. Ciò significa che egli aveva il compito di aiutare i diplomatici americani a comprendere la stampa italiana e a spiegare la politica degli Stati Uniti e degli Alleati al pubblico italiano.
All’inizio della Presidenza Reagan, Paolo lavorò per cinque anni come Specialista Politico, spiegando ai diplomatici americani il dinamico ambiente politico e aiutandoci a costruire durevoli legami con Trieste.
Quando il Governo degli Stati Uniti chiuse il Consolato a Trieste nel 1986, Paolo Bearz divenne il nostro Agente Consolare, fu scelto per rappresentare gli Stati Uniti a Trieste e nella regione.
Durante il suo eccezionale servizio come rappresentante degli Stati Uniti a Trieste, Paolo fu testimone della nascita di una nuova era, con l’espandersi della libertà ai confini italiani e con l’emergere dei nuovi stati indipendenti. Trieste crebbe d’importanza come capitale di una Comunità Adriatica delle Nazioni, e Paolo servì come Decano dei Corpi Consolari di questa comunità che godevano di alto prestigio.
Ho saputo che presso il Consiglio Comunale c’è un dipinto che rappresenta molti paesi con i quali Trieste ha avuto contatti. Al centro di questo dipinto c’è la bandiera americana, proprio come Paolo Bearz, per più di mezzo secolo, è stato al centro dell’attività diplomatica a Trieste.
In tutta la sua carriera, Paolo ha dedicato molto del Suo tempo alle necessità della comunità americana residente e degli americani che avevano la fortuna di visitare Trieste, dalle navi della Sesta Flotta, che durante la carriera di Paolo inviò più di 100 navi a fare scalo nel suo porto, o come turisti.
Paolo ricevette numerosi riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti per i contributi del suo distinto servizio. Paolo Bearz è rimasto leggendario al Dipartimento di Stato americano per la sua dedizione. Nel 2003, fu onorato dalla Marina degli Stati Uniti con il “Superior Public Service Award” per il suo supporto alla Sesta Flotta. Tutte quelle visite in porto sono sempre andate bene e hanno incrementato le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Italia. Paolo Bearz era la personificazione stessa della dedizione al servizio.
Oggi Trieste è una delle maggiori città in Italia e accoglie un’importante comunità americana. L’Università propone un corso di studi americani di notevole valore, la Scuola Internazionale è frequentata da molti giovani americani, e scienziati americani lavorano presso i numerosi centri di ricerca internazionali ospitati in città. L’Associazione Italo Americana del Friuli Venezia Giulia, che 45 anni fa – nel 1961 – Paolo aiutò a nascere, continua a crescere e a coltivare i rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti. La grande eredità di Paolo ci darà la forza di continuare a difendere la lunga tradizione delle relazioni tra i nostri due paesi.
Paolo aveva una visione del mondo improntata ad ideali di giustizia e pace, una visione formata dalle sue esperienze. Come rappresentante degli Stati Uniti, con i suoi colleghi del corpo consolare di Trieste, Paolo ha lavorato senza sosta per il raggiungimento dei suoi ideali e per la comprensione reciproca.
Il Segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, sottolinea un aspetto fondamentale della missione del Dipartimento di Stato che oggi chiamiamo “transformational diplomacy”: la promozione di una politica estera che porti libertà e democrazia nel mondo. La vita di Paolo è stata tutta dedicata alla “transformational diplomacy” e il mondo oggi è un posto migliore grazie al suo contributo.
Abbiamo avuto il privilegio e l’onore di conoscere e, molti di noi, di lavorare con Paolo. Si dedicava con passione alla sua famiglia, al lavoro, ai rapporti tra Stati Uniti e Italia, alla promozione di un mondo migliore. So che l’Associazione Italo-Americana del Friuli Venezia Giulia vorrà onorare la memoria di Paolo. Sappiate che il governo americano continuerà a collaborare con i suoi colleghi a Trieste. Insieme, con i molti amici e la sua cara famiglia, terremo viva la sua memoria per le generazioni future.
È stato un onore avere avuto Paolo al nostro fianco.
A nome dei molti amici, colleghi, Ambasciatori, Consoli Generali, funzionari degli Stati Uniti che hanno avuto il privilegio di lavorare e imparare da Paolo, e insieme a Luciana e ai figli, celebriamo la vita di Paolo e rimpiangiamo la perdita di un grande uomo. Il suo contributo verrà ricordato a lungo.
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