Ezio Pelizzetti, Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Torino, durante la cerimonia di donazione.
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entilissima Signora Bush, cortese Signorina Barbara, graditissimi ospiti, autorità, colleghi, signore e signori – è per me e per l’Istituzione che rappresento motivo di grande onore e di profonda soddisfazione dare qui oggi il benvenuto alla delegazione olimpica e agli amici americani.
Mi sia consentito innanzi tutto rivolgere alla Sig.ra Bush il più sentito ringraziamento dell’Università di Torino per la generosa donazione che ella ha voluto compiere, offrendo al Master in Studi Americani della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere una cospicua collezione bibliografica, che comprende pubblicazioni scientifiche, monografie nei più diversi campi del sapere, insieme a riedizioni e raccolte di classici della letteratura americana.
Si tratta di un dono importante nel suo valore intrinseco, ma ancor più considerevole nel suo valore simbolico.
Attraverso questo gesto si ribadisce e si rinsalda infatti, nel segno del sapere e in un contesto di secolare tradizione di studi quale è quello del nostro Ateneo, un’amicizia profonda fra due popoli dalle comuni radici culturali e civili.
È del resto nostra radicata convinzione che la cultura e la scienza, intese come ricerca ostinata e incessante del vero e come approfondimento continuo della conoscenza, siano ancora oggi – o debbano tornare ad essere – le chiavi più efficaci per alimentare la comprensione fra i popoli e le nazioni, per promuovere la tolleranza, per sostenere le ragioni della pace.
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La First Lady degli Stati Uniti, Laura Bush, durante il suo intervento in occasione della cerimonia di donazione all'Università degli Studi di Torino. Sono disponibili il video (in lingua inglese, solo formato Windows Media Player) e il testo dell'intervento in italiano.
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La scienza e la conoscenza gettano ponti sulle barriere che talora la politica è costretta ad innalzare, rompono gli steccati spesso imposti dall’uso improprio delle ideologie, custodiscono e rafforzano i valori etici dell’individuo e della convivenza civile.
Le mura di questa Università hanno visto, in seicento anni, esprimersi il genio di uomini grandi: da Erasmo da Rotterdam fino ai tre premi Nobel (Salvatore Lauria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini), che hanno illustrato il nostro Ateneo e che hanno avuto con gli Stati Uniti relazioni strette e continue, da Cesare Pavese che ha consentito agli italiani in un periodo in cui la dittatura glielo impediva di conoscere la grande cultura letteraria americana del ‘900 a Norberto Bobbio, maestro di democrazia, di diritto e di quel rigore etico che informa la nostra costituzione repubblicana la quale ebbe a sua volta nella costituzione degli Stati Uniti d’America una delle principali fonti di ispirazione.
Le stesse mura assistono oggi a un evento importante e indimenticabile, sono testimoni del rinsaldarsi di un legame già profondo e antico, quello stesso legame che consentì tra il 1871 e il 1872 ad un illustre giurista dell’Università di Torino, Federico Sclopis, di impedire, come presidente di un tribunale arbitrale internazionale, che il contenzioso degli Alabama Claims tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti degenerasse in guerra guerreggiata.
Grazie Sig.ra Bush, grazie a tutti i presenti per avere permesso il realizzarsi di un evento così ricco di valore e di significato.
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Alcuni membri della delegazione olimpica statunitense: partendo dal secondo a sinistra, Brad Freeman, Lois Betts, Barbara Bush, Roland Betts e l'Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Ronald P. Spogli.
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