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Partnership for Growth
PRESENTAZIONE VENTURE COMMUNITY

“La sfida dell'innovazione”
Thomas Delare
Ministro Consigliere per gli Affari Economici
Ambasciata USA in Italia

Assolombarda, Milano
7 febbraio 2008

     


D Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda
esidero ringraziare gli organizzatori del Convegno dei Giovani Imprenditori di Assolombarda per avermi invitato a partecipare a questa tavola rotonda sulle prospettive dell'Angel Investing e del Venture Capital in Italia. Nel mio intervento, vorrei parlarvi brevemente delle ultimi sviluppi della Partnership for Growth – l'iniziativa bilaterale lanciata dall'Ambasciatore Ronald Spogli nell'Aprile 2006.

Molti di voi già ne conoscono i contenuti e le finalità. Uno dei primi discorsi dell'ambasciatore Spogli su questo argomento è stato fatto all'Incontro dei Giovani Imprenditori di Confindustria a Capri. Immagino che alcuni di voi fossero là in quell'occasione.

La Partnership ha vari obiettivi. Quello più immediato e di incoraggiare gli scambi commerciali e gli investimenti fra Stati Uniti ed Italia. Vi domanderete perché? Gli scambi commerciali e gli investimenti americani non sono ad un livello adeguato, specialmente se confrontati con altri paesi Europei.

Principalmente, la Partnership for Growth mira a stimolare l'imprenditoria italiana al fine di promuovere l'innovazione e permettere all'Italia di mantenere il proprio ruolo nell'economia mondiale. Voi potreste chiedere, cosa avere in programma di fare? Il progetto ha numerosi obiettivi e sta ancora evolvendo. Ve li dirò in poche parole:
  • In sostanza, vogliamo aiutare a creare in Italia un'“alleanza per la crescita ” fra la società ed i decision-makers con l'obiettivo primario di aiutare l'attività imprenditoriale.
  • In secondo luogo, stiamo aiutando quelli, come voi, che stanno cercando di creare networks fra imprenditori, innovatori. professori universitari ed operatori finanziari.
  • Infine, fino alla recente caduta del governo Prodi, abbiamo cercato di sollecitare l'attenzione dei governanti italiani per disporre quei cambiamenti legislativi che gli imprenditori, sia italiani che statunitensi, ritengono essenziali per permettere una crescita economica più dinamica. Questo impegno continuerà, a livello di funzionari e naturalmente vivrà una nuova e salutare accelerazione con l'insediamento del nuovo governo.
La Partnership è un programma molto dinamico. In quasi due anni sono stati organizzati più di cento cinquanta eventi e molti sono in calendario per la primavera.

La struttura della Partnership for Growth si basa su quattro pilastri che vi descrivo brevemente:

Il primo pilastro riguarda specificatamente la commercializzazione della ricerca. Abbiamo instaurato numerose collaborazioni al fine di stimolare la ricerca e di spingere le idee più innovative verso il mercato. Lo scorso anno abbiamo invitato in Italia una ricercatrice della National Science Foundation la quale ha condotto uno studio della durata di tre mesi sugli strumenti a sostegno dell'innovazione e sulla collaborazione tra università ed impresa in Italia. Nonostante abbia riscontrato attività scientifiche di primissimo livello nei laboratori universitari, lo studio ha dimostrato che la collaborazione tra impresa ed università e ancora più l'eccezione che la regola. Su questo tema sì è espresso anche il Prof. Hennessy, rettore dell'Università di Stanford. Durante il suo soggiorno in Italia per una serie di conferenze e d'incontri a livello governativo,il Prof. Hennessy ha sottolineato che la collaborazione tra università ed impresa è fondamentale nel processo innovativo.

Abbiamo anche invitato importanti imprenditori americani nel campo dell'alta tecnologia: è emersa l'importanza della collaborazione tra le facoltà economiche con quelle d'ingegneria e scientifiche in generale. Al fine di rafforzare quest'idea, nell'autunno scorso abbiamo invitato numerosi responsabili degli uffici di trasferimento tecnologico delle università italiane a partecipare ad una conferenza organizzata a Roma dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Uno dei relatori tornerà in Italia e noi sponsorizzeremo la sua visita in varie università italiane per parlare di commercializzazione della ricerca.

Vorrei mettere in evidenza che anche se noi citiamo spesso con orgoglio la “Silicon Valley Experience” come caso unico di imprenditoriale e di collaborazione fra ricerca e settore finanziario, siamo anche perfettamente consapevoli che ci sono altri centri di innovazione negli Stati Uniti che potrebbero essere più vicine a quella italiana. Ad esempio, il nostro futuro ospite, il professor Mark Coticchia viene dalla Case Western Reserve University di Cleveland ed in passato si è occupato di trasferimento tecnologico alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh.

Si tratta di due centri di ricerca di prim'ordine in quella che noi chiamiamo “the rust belt” – gli Stati che si trovano nella fascia nord-est degli Stati Uniti dove l'industria pesante era un tempo il settore dominante. Questi Stati sono ora orientati su l'innovazione in altri settori tecnologici – sanità, nonotecnologia, robotica ed altro. Abbiamo anche invitato due volte in Italia Bob Taber direttore dell'ufficio che si occupa di trasferimento tecnologico presso la Duke University, nell'innovativo “research triangle” del North Carolina che negli ultimi decenni ha saputo diversificarsi dai settori tradizionali del tessile e del tabacco a quelli ad alto contenuto tecnologico. Un altro esempio del principio che cambiare è possibile.

Il nostro secondo pilastro riguarda l'anello debole della catena creativa in Italia – la relativa assenza di capitale di rischio, essenziale a far nascere e crescere le aziende ad alta crescita. Certo, ciò s'inquadra in un contesto più ampio che vede una bassa partecipazione al mercato azionario e la riluttanza dei fondi pensione e degli investitori di tipo istituzionale a diversificare il proprio rischio. Ci siamo adoperati attivamente per informare e per “ abbassare il livello di paura ” nei confronti degli angel investors, dei venture capital e dei fondi di private equity. Come possiamo vedere dal nostro pubblico di oggi, questi investitori esistono in Italia, ma sono pochi.

L'Ambasciata ed i Consolati sono stati profondamente a proporre agli investitori italiani il modello americano di venture capital. Abbiamo lavorato spesso in collaborazione con organizzazioni quali First Generation Network, Business Association Italy America (BAIA), la National Italian American Foundation, la Camera di Commercio Americana, o il Consiglio Italia-USA. E abbiamo ospitato relatori, operatori finanziari ed imprenditori per affrontare questi temi

Uno degli eventi di maggior successo organizzati nel primo anno della nostra Partnership è stato proprio un simposio dove alcuni gestori di fondi pensione dello stato di New York hanno illustrato il notevole investimento in venture capital, dimostrando che i fondi pensione americani sono la fonte di finanziamento di molte start-up tecnologiche. Credo che quell'incontro abbia aperto la porta a nuovi spunti di riflessione sul tema, particolarmente difficile in Italia.

La scorsa estate, abbiamo intensificato le nostre attività in questo settore. Molti di voi o i vostri colleghi nella zona di Milano avranno partecipato alcune delle nostre iniziative che vi descrivo per sommi capi:

In giugno, grazie ad una videoconferenza, operatori finanziari italiani hanno potuto affrontare il tema del venture capital con alcuni loro colleghi californiani discutendo in particolare delle normative a sostegno dell'imprenditorialità e delle varie possibilità per superare ostacoli apparentemente inamovibili. In autunno, un gruppo di 20 imprenditori ed operatori finanziari italiani hanno visitato gli Stati Uniti ed in particolare la nostra istituzione più importante per l'insegnamento dell'imprenditorialità: la Fondazione Kaufmann di Kansas City. Sono stati a Milwaukee per incontrare rappresentanti del più grande network di Business Angels Americano legato alle università. Al suo ritorno in Italia questo gruppo ha dato vita all'Italian Angels for Growth che è attualmente già impegnato a creare imprese e a fare investimenti.

Crediamo che i business angels siano la più importante fonte di capitale per la creazione di start-up innovative. Ancora una volta, abbiamo pensato che fosse importante conoscere una realtà diversa dalla Silicon Valley anche per “diversificare” visto che l'innovazione non si crea solo nel settore dell'informatica. All'inizio di gannaio, siamo tornati al tema della California in occasione del viaggio che l'ambasciatore Spogli ha fatto insieme con un gruppo di circa 60 imprenditori, innovatori e operatori finanziari che noi abbiamo chiamato la “Silicon Valley Experience” – una due giorni di intensi incontri con le più importanti imprese della Silicon Valley, venture capitalists, ed esperti di imprenditorialità della Stanford University.

Il nostro terzo pilastro riguarda un maggior apprezzamento del valore della proprietà intellettuale e della necessità di proteggere tale valore. Senza tale protezione, si elimina uno dei maggiori incentivi a creare nuovi prodotti – il profitto. Lavorando con innovatori, imprenditori, università, forze dell'ordine e più di recente con sindacati e comuni, credo che si sia raggiunto un generale consenso riguardo al danno causato all'economia dalla pirateria e dalla contraffazione. Le leggi italiane in materia sono adeguate, ma, come avviene anche in altri campi, l'applicazione della legge è poco efficace.

Ed è per questo che il governo americano continua ad includere l'Italia in una lista di paesi che non proteggono adeguatamente la proprietà intellettuale ed insiste a fare pressione sul governo Italiano affinché la protezione della proprietà intellettuale sia gestita in maniera più efficace. Negli ultimi mesi del governo Prodi siamo stati favorevolmente sorpresi di notare una maggior attenzione da parte della classe politica. Abbiamo avuto l'appoggio da parte del Ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani e del Vice Presidente del Consiglio D'Alema Sfortunatamente, visto che noi contiamo su una puntuale e incisiva applicazione della legislazione vigente in materia, dovremo forse ricominciare a lavorare di nuovo in questo settore con il nuovo governo.

Il quarto, ed ultimo, pilastro ambisce a creare modelli imprenditoriali per i giovani. A tal fine, abbiamo creato un piccolo (per ora) programma – il Fulbright-BEST (che sta per Business Exchange and Student Training).

Tramite il prestigioso programma Fulbright, cinque giovani italiani dottorandi di ricerca ed aspirati imprenditori hanno avuto la possibilità di trascorrere sei mesi in California frequentando corsi di management presso le università di Santa Clara, Stanford e Berkeley. Hanno quindi potuto “applicare” le nozioni teoriche apprese durante un programma di stage presso alcune delle aziende più innovative della Silicon Valley.

Recentemente siamo riusciti ad avere un maggiore interesse ed una maggiore disponibilità di fondi da imprese italiane, amministrazioni locali ed imprenditori, nonché l'interesse e la possibile assistenza finanziaria da parte degli imprenditori della California.

Abbiamo anche promosso il concetto di “cultura imprenditoriale” proponendo casi di successo tramite una serie di video conferenze e web-chat. I programmi web hanno ospitato imprenditori italiani di prima generazione che hanno dialogato virtualmente con il pubblico e portato la loro esperienza pratica. In particolare, hanno discusso dell'idea iniziale, del superamento dei principali ostacoli, della ricerca di risorse finanziarie e del risultato ottenuto. Finora abbiamo trasmesso 17 video webchats. I principali target sono le facoltà di economia e d'ingegneria aziendale in tutta Italia. Se voi foste interessati, io ho una nota con il calendario delle video webchats in programma da qui a giugno. Fra queste mi permetto di citare l'incontro via web fra Stefano Quintarelli e Fabrizio Caffarelli, Fondatore di TVBLOB e di Easy CD Creator. Caffarelli si può considerare un vero “imprenditore seriale” in un momento cruciale per la sua azienda. In un altro incontro, Michele Appendino discuterà di “tecnologia pulita”, un argomento molto delicato e di importanza cruciale in quello momento, con Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Enerpoint, che ha sviluppato in Italia sistemi fotovoltaici completi.

Voglio ricordare un'altra iniziativa, Mind the Bridge, un concorso fra business plan organizzato dagli imprenditori italiani che vivono e lavorano nella Silicon Valley, First Generation Network, BAIA, il Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC), e Ambasciata. Siamo molto fieri di Mind the Bridge, dove noi abbiamo svolto un ruolo chiave, ma sulla base di un'idea e di una organizzazione a cura di questi gruppi esterni di partners.

Come risultato di questi sforzi congiunti, I sei finalisti trascorreranno una settimana nella incontrando angel investors, venture capitalists and potenziali partner d'affari. Gli altri quasi 50 “non-finalisti” riceveranno un giorno intero di corso intensivo di tecnica di business plan a Roma a metà aprile.

Questo vi dovrebbe dare un'idea di quello che siamo riusciti a realizzare finora. Sarei felice di conoscere i vostri punti di vista e le attività da voi svolte. Sia voi che noi siamo preoccupati della concorrenza e cerchiamo sempre nuovi modi di sostenere l'innovazione e la crescita economica. Tenendo sotto controllo la situazione del venture capital e dell'angel investing in Italia, posso affermare che vedo molte attività prendere forma e decollare. Ad alcune attività ed iniziative abbiamo fornito assistenza, altre sono state sviluppate indipendentemente.

Contiamo in questo periodo di “interregno”, in attesa dell'elezione del nuovo Parlamento, di intensificare il nostro dialogo con voi – individualmente, attraverso First Generation Network e attraverso l'Associazione dei Giovani Imprenditori. Ci piacerebbe conoscere le vostre idee, i vostri suggerimenti per possibili cambi di politica, ed anche quelli sulle iniziative portate avanti dall'Ambasciata.

Credo di aver parlato troppo. Volevo trasmettervi la nostra preoccupazione per la competitività italiana. Ed in conclusione voglio assicurarvi che i nostri sforzi in questo campo continueranno e fare i migliori auguri a tutti voi per un futuro innovativo e di prosperità.

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