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esidero innanzi tutto ringraziare l'ISPI per avermi invitato ad intervenire in occasione dell'incontro finale del ciclo di conferenze “U.S. and Us”. È un piacere ed un onore per me essere qui, di fronte a questa platea tanto prestigiosa, insieme al Console Generale Americano Deborah Graze, a Salvatore Carruba, a Christopher Amsden ed al Professor Fabrizio Onida per discutere insieme sul tema al quale è dedicato l'incontro di oggi pomeriggio: USA e UE nell'economia globale: attori o spettatori?
Sono qui non solo in qualità di diplomatico degli Stati Uniti in Italia, ma anche come ex-piccolo imprenditore ed ammiratore dell'Italia, che desidera vedere un maggiore dinamismo economico in questo paese.
Oggi parlerò brevemente di due iniziative chiamate entrambe “Partnership for Growth”: una è un programma dell'Unione Europea, l'altra è un'iniziativa della Missione diplomatica USA in Italia.
L'attuale presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Barroso ha iniziato il suo mandato con un'iniziativa chiamata “Partnership for Growth and Jobs.” L'iniziativa di Barroso ha l'obiettivo di far crescere il PIL dell'area UE al tre per cento, e creare sei milioni di posti di lavoro per il 2010.
Nove mesi fa, l'Ambasciatore Spogli ha annunciato un'iniziativa completamente autonoma che per una strana coincidenza condivide lo stesso nome. La “Partnership for Growth” della Missione Diplomatica USA, che tradurremo come Partenariato per la Crescita. La nostra Partnership for Growth ha l'intento di stimolare il dinamismo dell'economia Italiana in modo tale da poter dare libero sfogo al potenziale creativo imprenditoriale. Ora, perchè vogliamo portare avanti quest'iniziativa?
Noi siamo una famiglia. Il DNA italiano è parte integrante di tutto ciò che l'America è riuscita a realizzare. Al di là di questo, i nostri due Paesi sono uniti da profondi legami culturali, e l'Italia è uno tra i migliori alleati degli Stati Uniti in Europa. Abbiamo collaborato in maniera eccellente per affrontare le nuove sfide e cogliere le opportunità generate da un contesto mondiale in continua evoluzione.
Stimolare il dinamismo e la crescita dell'economia italiana
La capacità dell'Italia di mantenere il proprio ruolo nel panorama internazionale – un ruolo a cui noi attribuiamo grandissimo valore – è in pericolo. L'economia italiana ha avuto una crescita piuttosto lenta rispetto agli altri partner commerciali europei, e la sua offerta di capitale non è comparabile con quella dei paesi concorrenti. Nel suo complesso la competitività continua ad avere un andamento negativo e purtroppo non vi è abbastanza dinamismo per trarre vantaggio dalle nuove idee o dalle opportunità che si presentano sul mercato.
Nel frattempo, l'economia Americana, guidata dall'innovazione e dalla tecnologia, ha vissuto un lungo periodo di rapida crescita, dando luogo alla creazione di numerosi posti di lavoro. La Missione Diplomatica degli Stati Uniti in Italia sta cercando persone, aziende, associazioni ed istituzioni italiane, governative e non, che siano interessante alla nostra Partnership for Growth, un'iniziativa che mira a stimolare il dinamismo e la crescita dell'economia italiana, in modo tale da poter affrontare insieme le sfide e le opportunità che il futuro ci riserva.
http://www.definitiverecord.com/DRI_tour.htm
Capire lo spirito imprenditoriale e creativo
Mi piacerebbe soffermarmi brevemente sui punti di contatto e di convergenza fra le due Partnership for Growth, quella del Presidente della Commissione Europea Barroso e quella dell'Ambasciatore Spogli.
Entrambe le iniziative sottolineano l'importanza della ricerca e sviluppo come fattore chiave per il futuro della competitività economica. L'Unione Europea mette l'accento sulla crescita dei fondi nel settore ricerca e sviluppo, mentre la Missione Diplomatica Usa in Italia si concentra sul rafforzamento del processo che permette ad una maggiore commercializzazione della ricerca ed una proficua collaborazione fra ricercatori e coloro i quali realizzano prodotti, servizi ed imprese a partire dai risultati dei progetti di ricerca.
Tutte e due le Partnerships promuovono la creazione di una forte e coerente struttura legale di difesa della proprietà intellettuale. Questa protezione crea le condizioni affinché chi lavora nel settore della ricerca e dell'innovazione sappia che i prodotti e i servizi che nascono dall'attività di ricerca godono di un'efficace tutela legale e amministrativa.
Ambedue i programmi promuovono una maggiore diffusione dell'insegnamento dello spirito e delle tecniche imprenditoriali. Negli Stati Uniti l'imprenditorialità è diventata parte integrante del piano di studi universitari in ingegneria e scienze e si sta diffondendo anche in altri settori.
Grazie alla Ewing Marion Kauffman Foundation di Kansas City, più di 200 milioni di dollari di borse di studio Kauffman hanno creato nuovi programmi interdisciplinari d'istruzione in imprenditorialità all'interno del sistema educativo americano.
Il mese prossimo, oltre 200 università e centinaia di altre organizzazioni approfitteranno delle opportunità offerte dal programma EntrepreneurshipWeek USA. Dal 24 febbraio al 3 marzo, 2007 avranno luogo in varie località degli Stati Uniti gare fra business plans, seminari, competizioni per lo sviluppo di prodotti, incontri on-line, business simulations ed una varietà di altre attività finalizzate a valorizzare le attività imprenditoriali. Si tratterà di una vera e propria celebrazione dello spirito imprenditoriale che coinvolgerà persone di tutte le età dai bambini dell'asilo ai pensionati oltre gli ottantanni. Invito tutti a informarsi meglio sull'iniziativa attraverso l'indirizzo indicato sopra. Spero che il prossimo anno l'Italia organizzi una sua settimana dell'impenditorialità, magari creando iniziative comuni fra gruppi italiani e le loro controparti negli Stati Uniti. Ad ogni modo, c'è ancora tempo per partecipare ad un'iniziativa dello EntrepreneurshipWeek USA: la prima edizione della Innovation Challenge o Sfida dell'Innovazione. Squadre da tutto il mondo si affronteranno nella prima edizione della Innovation Challenge – partendo da un oggetto qualunque e aggiungendo ad esso il maggior “valore” possibile. Chi crea il maggiore valore vince la competizione. Vi pare troppo semplice? Potreste avere ragione... oppure no, visto che il valore può essere misurato in modi differenti. In quale modo i concorrenti lo misureranno? Ed in quale maniera gli daranno forma? Invitate i vostri amici creativi ad andare sul sito e iscriversi. Può essere un modo interessante per capire lo spirito imprenditoriale e creativo degli americani.
Un ecosistema imprenditoriale
Ritornando alla discussione relativa alle due Partnerships for Growth, ho messo fin qui in evidenza i punti fondamentali in comune delle due iniziative, quella di Bruxelles, e quella degli Stati Uniti, tramite l'Ambasciata di Roma, coincidono in punti fondamentali ed importanti. Ora vorrei esporre gli aspetti che le differenziano, non solo in termini di risultati, ma su come si realizzano i risultati, e su quale sia il meccanismo che produce sviluppo e lavoro.
La nostra Partnership for Growth cerca di sollecitare la creazione di un ecosistema imprenditoriale, che incoraggi la nascita di imprese che vogliono espandersi, che si prenda carico del rischio, che accetti la possibilità della legale prematura cessazione dell'attività, e che sia finanziato con capitale fornito da persone ed investitori istituzionali che cercano il profitto.
In molte discussioni relative all'Agenda di Lisbona, il termine aziende imprenditoriali suscita dibattiti intorno soprattutto alle piccole imprese (definite nel gergo della Unione Europea SMEs). Questo termine ha un'interpretazione completamente differente negli Stati Uniti. Qui le aziende imprenditoriali che contano sono quelle che incorporano un potenziale di grande e rapida crescita. Il termine gazzelle è spesso usato per descrivere imprese che realizzano tassi di crescita del 20 per cento per cinque anni consecutivi e che creano moltissimi posti di lavoro. Il termine non è mai collegato alle piccole imprese di servizi che costituiscono la maggioranza delle SMEs e che non avranno mai occasione di beneficiare di una crescita dimensionale.
La semplice differenza fra gli Stati Uniti e molti paesi europei circa il concetto di aziende imprenditoriali è ben più evidente se ci riferiamo alla crescita dell'impresa ed alla produttività. Negi Stati Uniti il segmento delle aziende più produttive in assoluto registra tassi di crescita superiori a quelle delle altre imprese meno produttive.
Nell'Unione Europea, invece, sono le aziende meno produttive quelle che crescono più velocemente. Un recente studio sui sistemi imprenditoriali conclude infatti sostenendo che gli Stati Uniti eliminano le imprese meno produttivo, l'Unione Europea no.
Desidero approfondire questo concetto usando le parole di Lauret Edmund Phelps, Premio Nobel 2006 che scriveva sul Financial Times del 9 agosto 2000: “La ragione per cui l'Europa non è riuscita ad agganciarsi alla crescita americana è che nel momento in cui questa espansione ha preso forza, il nocciolo della tipica economia europea era organizzato secondo un modello corporativista – un sistema tripartito di imprese consolidate, grandi organizzazioni sindacali e un governo dirigista tutti impegnati a difendere i propri interessi. In questo modello, l'investimento imprenditoriale è controllato attraverso la burocracrazia ed un sistema chiuso dove le grandi banche ricevono direttive ed indicazioni dallo Stato e sono riluttanti a finanziare nuove imprese senza garanzie da parte dello stato.”
La paura del fallimento
L'attività imprenditoriale è strettamente collegata al superamento del concetto penalizzante del fallimento. Azim Premji, presidente del gigante indiano dell'outsourcing Wipro Technologies, ha fornito a questo proposito un importante contributo per comprendere la crescita stupefacente dell'economia indiana, nel corso di un recente discorso tenuto presso la Stanford University.
Premji ha sostenuto che:
“È impossibile generare poche buone idee, senza generare nel contempo molte idee meno buone. Il fallimento dovrebbe essere perdonato e dimenticato velocemente.” Premji ha riconvertito con successo l'impresa di famiglia che produceva olio vegetale, in una delle più grandi imprese del mondo nel settore dell'outsourcing, con un valore azionario di diciotto miliardi di dollari.
Il fallimento può essere un forte insegnamento e un potente elemento di motivazione, ma non deve essere un elemento di discriminazione per chi vuole ricominciare. In Italia, molto spesso la paura del fallimento limita gli imprenditori creativi e di talento nel pensare in grande quando cominciano una nuova attività
Inc. Magazine ha fatto un'inchiesta fra i fondatori delle 500 imprese che sono cresciute più rapidamente negli Stati Uniti. Quell'inchiesta ha rivelato che, in media, questi imprenditori di successo, avevano fatto in passato due precendenti tentativi andati male. Henry Ford, per esempio, fece cinque volte bancarotta prima di avere successo e Walt Disney fallì diverse volte prima di costruire Disneyland.
Crescere e creare nuovi posti di lavoro
Per fortuna l'Italia, come gli Stati Uniti, può contare su una grande cultura imprenditoriale.
Un recente studio relativo a dieci paesi industrializzati ha mostrato che l'Italia è seconda solo agli Stati Uniti nel numero dei giovani che decidono di cominciare un'attività imprenditoriale. Questo significativo dato statistico dimostra che nel vostro Paese c'è grande abbondanza di talenti imprenditoriali e creativi che aspettano di essere messi in condizione di operare liberamente. Talenti che potrebbero trovare espressione in imprese create attraverso investimenti diretti di aziende statunitensi o attraverso nuove imprese autoctone.
Non mi stanco di ripeterlo... per crescere e creare nuovi posti di lavoro, l'Italia ha bisogno di sviluppare una cultura di concorrenza dinamica che permetta ai nuovi arrivati, da qualunque parte essi vengano, di poter competere a pari condizioni con i loro partner consolidati.
Gli imprenditori italiani hanno aiutato a formare l'America.
Da Cristoforo Colombo ad Amedeo Pietro Giannini, il fondatore della Bank of America, l'energia creativa degli italiani ha aiutato gli Stati Uniti a diventare un grande paese.
Speriamo che l'iniziativa Partnership for Growth possa ora aiutare l'Italia ad affrontare le grandi sfide dell'economia globale.
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